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Al costo di un cellulare

Un pezzo di Rimini nel nuovo ventilatore low-budget per paesi in via di sviluppo

In foto: Diego
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 27 mag 2020 13:26
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C’è anche il contributo di un’azienda riminese nella nascita di “Diego”, il ventilatore polmonare d’emergenza a basso costo realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia e dall’Università di Ferrara. Scm Group, ha infatti trasformato il concetto ingegneristico in una macchina industriale facile da montare ed economica. Il dispositivo, già testato su pazienti e notificato al Ministero della Salute, è affidabile ed economico e potrà essere utilizzato anche in Paesi in via di sviluppo con difficoltà di accesso a strumentazioni mediche sofisticate. Dopo la pre-serie realizzata da SCM group, sono ora allo studio modalità di fabbricazione per distribuirlo senza scopo di lucro a strutture ospedaliere interessate.

DIEGO nasce da un’idea di Luciano Fadiga, professore ordinario di Fisiologia a Ferrara e direttore del Centro di Neurofisiologia traslazionale dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Giulio Sandini, ordinario di Bioingegneria a Genova e Founding Director di IIT e Diego Torazza, ingegnere progettista all’IIT.

Per funzionare, il sistema utilizza un comune pallone respiratore di tipo Ambu, dove la forza che agisce sul pallone è la forza di gravità e dipende dalla massa che viene posizionata sulla leva che comprime il pallone. E’ stato realizzato un sistema semplice, dove le regolazioni necessarie come volumi, tempo di inspirazione e di espirazione, pressioni, sono determinate tutte meccanicamente senza l’utilizzo di elettronica o strumentazioni complesse. Inoltre, a differenza di altri sistemi, DIEGO può funzionare a batteria o ad alimentazione solare, caratteristica che lo rende utilizzabile anche in caso di interruzione della fornitura elettrica.

Il  prezzo dei suoi componenti è paragonabile a quello di un cellulare di fascia media. Diego è stato già notificato al Ministero della Salute – l’unico respiratore inventato in Italia sottoposto al Ministero per l’emergenza COVID-19 al momento della notifica – e visto il successo in sala operatoria, sta iniziando il percorso normativo per poter essere marcato CE come dispositivo medico di classe I. 

È stata una storia bellissima”, dice Luciano Fadiga. “Abbiamo visto crescere l’entusiasmo di tutti ed è solo grazie a questo che si è arrivati in fondo”.

Abbiamo voluto lavorare con grande discrezione fino a quando non eravamo sicuri del risultato. Con il contributo fondamentale di persone come Diego Torazza abbiamo realizzato un prototipo che sta funzionando ininterrottamente da un mese nei nostri laboratori, dimostrando grande affidabilità” conclude Giulio Sandini.

Giovanni Gemmani, Presidente di Scm Group, aggiunge: “È compito dell’industria sostenere e sviluppare progetti all’avanguardia a livello tecnologico, non solo a fini di business ma anche e, soprattutto, per il bene comune. Per questo motivo abbiamo deciso di diventare parte attiva, per le soluzioni costruttive, i materiali e lo sviluppo del progetto”.