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operazione supercar

Compravendite di auto di lusso con assegni falsi. Quattro arresti

In foto: operazione Supercar dei carabinieri
di Lucia Renati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 21 mag 2020 09:50 ~ ultimo agg. 20:22
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Operazione “Supercar”: i Carabinieri di Rimini hanno disarticolato un sodalizio criminale dedito alle truffe nella compravendita di auto usate di fascia medio/alta. Operavano in tutta Italia. Le indagini da agosto 2019 a febbraio hanno consentito di documentare 40 episodi di truffa, con un danno patrimoniale per le vittime stimato in circa 600.000 euro

I Carabinieri di Rimini hanno arrestato: C. M., 37/enne di origini romagnole;  F.L., 62/enne di origini riminesi; M.C. 45/enne di origini pugliesi;  R.S. 46/enne di origini rumene.
M.A.M., 53/enne di origini libanesi, è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla PG. Gli indagati, tutti gravati da precedenti di polizia, sono ritenuti responsabili del reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di truffa. Il provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Rimini su richiesta del Sostituto Procuratore Dottor Luca Bertuzzi.

Le indagini sono partite dalla denuncia di una vittima nell’agosto dell’anno scorso. La truffa partiva con l’individuazione delle potenziali vittime adescate tra coloro che avevano intenzione di vendere la propria auto. La scelta della vittima avveniva consultando gli annunci di numerosi siti di compravendita on-line. Una volta che la vittima veniva scelta subentrava un altro membro dell’associazione il quale, presentandosi come un rivenditore di auto, contrattava la compravendita del veicolo ed incontrava personalmente la vittima. Raggiunto l’accordo, effettuavano il passaggio di proprietà presso una agenzia di pratiche auto, solitamente nel luogo di residenza della vittima, pagando quanto concordato con assegni falsi. I rei, per eludere l’immediata verifica relativa alla genuinità e copertura del titolo di credito, erano soliti effettuare tale operazione nel pomeriggio del venerdì poiché, essendo gli istituti di credito chiusi nel fine settimana, l’ignaro venditore non aveva modo di accorgersi della truffa non prima del lunedì successivo. In tale lasso di tempo il veicolo, ormai nelle mani dell’organizzazione, veniva immediatamente portato all’estero da altri membri del sodalizio criminale.

Sempre il medesimo il modus operandi prevedeva il pagamento dei veicoli con assegni falsi, l’intestazione dei mezzi ad alcuni soggetti italiani, membri anch’essi dell’associazione ma con ruoli marginali, e l’immediata esportazione all’estero.

Uno degli arrestati dovrà rispondere del reato di tentata estorsione perché, dopo aver portato a conclusione l’illecita compravendita, non riuscendo ad esportare immediatamente il veicolo, ha ricontattato la vittima chiedendogli il pagamento di 800 euro in contanti per riaverla.
Sono in corso le ricerche dei veicoli che saranno sottoposti a sequestro per la restituzione ai legittimi proprietari.

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