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Polemiche riccionesi

Il Pd di Riccione attacca la Tosi: la verità sui test sierologici

In foto: Arcangeli e la Vescovi (Newsrimini.it)
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 19 apr 2020 15:39
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Con la delibera della Regione Emilia Romagna si è definito un percorso chiaro per la gestione dei test sierologici, che rappresentano una risposta efficace ma ancora troppo piena di incognite per poter essere maneggiata con superficialità e pressapochismo. Men che meno la si può mettere in mano alla propaganda politica“. A scriverlo è il Pd di Riccione che critica le dichiarazioni con cui il sindaco Renata Tosi aveva proposto test a tappeto su tutti i dipendenti pubblici e poi sul resto della popolazione (vedi notizia). “Ha sviluppato – scrive il Pd – un concetto sbagliato e pericoloso con pressapochismo, assumendosi il rischio di uscire dal percorso definito dalla Regione. Alimentando anche inutili illusioni e speranze nelle persone. Tutto quello che la politica non dovrebbe fare in questo momento“. “Tosi – prosegue la nota – non ha nessuna competenza per chiudere accordi con i laboratori privati. Mentre lei strilla sui giornali, la regione lo sta facendo per tutti noi“.

I test sierologici – spiega il Pd tramite la dottoressa Gambetti – sono un valido ausilio alla tutela della salute ma non possono essere usati a fini di propaganda politica perché vanno governati e controllati: se NEGATIVI vanno ripetuti dopo 15 gg e ogni volta che c’è un contatto dubbio; se POSITIVI testimoniano l’avvenuto contatto con il virus, ma non se il soggetto è immune o infettante. Si deve quindi far sempre un esame di laboratorio: se l’esame di laboratorio è positivo per IgM (malattia in atto) bisogna fare il tampone. Una procedura complessa e delicata che necessita di essere gestita nei confini del controllo dell’azienda sanitaria“.

Deve quindi essere chiaro – si legge ancora – che non è proprio come prendere un caffè, come è noto che da settimane, molto prima della irresponsabile e pericolosa dichiarazione della Tosi, la
Regione Emilia-Romagna ha riunito un team di esperti per scegliere (e ha scelto), tra le centinaia di test presenti sul mercato quelli con una specificità maggiore del 90%, e il cui risultato sia riproducile, per autorizzare anche i laboratori privati.”

Il Pd ricorda che il sindaco di Riccione “è stata rigidissima nel richiedere la proroga che tiene bloccata la provincia di Rimini nella zona arancione, impedendo agli operatori del turismo di recarsi nei propri luoghi di lavoro (spesso soli) per predisporre quanto utile alla eventuale riapertura. Prima tutto chiuso, state a casa, poi riapriamo con il test sospeso. Sappiamo che la coerenza le fa difetto ma qui non si scherza. C’è di mezzo la salute delle persone e la tenuta di una intera economia“.
Bene ha fatto – proseguono i demo –, il sindaco di Santarcangelo (vedi notizia) a ricordarle il suo ruolo istituzionale e le responsabilità che vi sono associate, soprattutto quando diventano pericolose per la salute dei cittadini. Alla fine il sindaco di Riccione farà ciò che Regione e autorità sanitaria le consentiranno; avrà certo guadagnato qualche ora di visibilità, ma dovrà anche spiegare ai Riccionesi che le facili illusioni con cui vuole conquistarli sono strumento di esclusiva propaganda politica e nulla hanno a che vedere con la serietà richiesta all’espletamento del suo mandato“.

Il Pd chiede poi alla Tosi “risposte chiare a tutela della salute delle persone e degli operatori del turismo” in merito, ad esempio, “ai regolamenti edilizi e urbanistici con cui si andranno a garantire le modifiche necessarie per la ristorazione, la spiaggia e l’hotellerie, alla “promozione della città“, alla “cura del decoro cittadino e dei lavori pubblici“.
Il Pd avanza anche una proposta: “utilizzare le entrate dell’ultimo quadrimestre 2019 e delle entrate dell’intero anno 2020 della tassa di soggiorno, per garantire la salute e la sicurezza della vacanza ai turisti e agli operatori. Serviranno tutte le risorse possibili per consentire di ripartire e soprattutto servirà efficacia dell’azione amministrativa“.
Questa emergenza – conclude la nota – richiede grande prudenza. Per tutelare la salute delle persone e per tutelare i nostri operatori e la stagione turistica.