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La ricetta del Carroccio

Fase 2 turismo. Pecci (Lega): restituire libertà d'impresa altrimenti sarà tracollo

In foto: Marzio Pecci
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 20 apr 2020 13:46
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Per ripartire con la fase 2 “dopo quaranta giorni di domicilio coatto” “c’è bisogno che chi ricopre incarichi pubblici si assuma la responsabilità delle decisioni“. Lo scrive il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Rimini, Marzio Pecci. Secondo l’esponente del Carroccio “occorre programmare la ripartenza dell’economia, che richiede, quale prerequisito, la manutenzione degli impianti delle aziende e delle strutture turistiche“.

Pecci invita la Regione Emilia Romagna a redigere “insieme ai rappresentanti delle categorie economiche ed al Servizio Sanitario, un Protocollo Sanitario ed un pacchetto di regole per impedire i contagi ed evitare agli imprenditori le azioni di responsabilità civile e penale qualora si verificassero, nelle loro aziende, casi di contagio da coronavirus“.

Secondo aspetto “predisporre una road map di ripresa delle attività economiche, chiedendo agli industriali, in accordo con le forze sindacali, di eseguire i test sierologici sui propri dipendenti al fine di garantirne la sicurezza, così come sancito dall’art. 2087 del codice civile e di predisporre appositi spazi singoli per consentire ai lavoratori di indossare i dispositivi di protezione individuale“.

Il capogruppo della Lega chiede anche che albergatori e operatori balneari possano riprendere gradualmente le attività per ultimare i cantieri e svolgere i lavori di “pulizia” e tinteggiatura delle strutture oltre alla revisione degli impianti. Ovviamente, precisa, “tutte le attività dovranno essere svolte nel rispetto dei limiti imposti dalle ordinanze in vigore, con l’adozione di tutte le misure di prevenzione, oltre alla diligenza dell’imprenditore“.

Per il “Protocollo sanitario” – prosegue Pecci – l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha già dettato le linee guida che dovranno essere recepite e calate nelle realtà di ogni singola categoria economica. Il rispetto del “Protocollo Sanitario” sarà indispensabile per garantire la sicurezza agli ospiti e creare così la meta turistica di “Rimini città sicura”.” L’esponente del Carroccio evidenzia però che proprio “il rispetto del protocollo sanitario avrà un costo che inciderà in misura rilevante sul prezzo del prodotto turistico, ma tutti devono essere consapevoli che è il solo modo per svolgere le attività in sicurezza e per ottenere sconti sul premio delle polizze assicurative del rischio coronavirus“.

Secondo Pecci “debellato il virus, tutto rientrerà nella normalità. Ma noi commetteremmo un grosso errore se non cogliessimo l’opportunità che la crisi offre di “saltare il fosso”, per costruire un prodotto turistico unico al mondo, frutto di una industria che lavori dodici mesi all’anno, compresa la spiaggia”. Una sorta di rivoluzione industriale del turismo che necessità però di una elaborazione che, secondo il capogruppo della Lega, deve mettere insieme i maggiori imprenditori, gli istituti di ricerca, i grandi progettisti del Paese, i grandi esperti di marketing e anche un filosofo.

Ma quale sarà il ruolo dell’Amministrazione comunale? Secondo Pecci quello di “riscrivere il Rue, abolire la tassa di soggiorno e la tassa di occupazione del suolo pubblico; rateizzare le imposte comunali (scadute e in scadenza) in tre anni e la raccolta rifiuti di Hera (considerati gli alti utili della società) in 60 rate, oltre alla più volte reclamata informatizzazione degli uffici comunali e sburocratizzazione“.

Si deve “restituire agli imprenditori la libertà d’impresa – conclude – accollandoci anche qualche rischio che la libertà comporta. Altrimenti questa sarà la crisi che ci farà andare a sbattere contro un muro ed allora sì che “niente sarà più come prima”.”

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