Indietro
menu
Dopo lunga malattia

È morto don Giuseppe Celli, l'amato parroco di San Vito

In foto: don Giuseppe Celli
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 26 apr 2020 09:12 ~ ultimo agg. 27 apr 15:55
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Domenica scorsa aveva affidato il suo commiato spirituale nelle mani del Vescovo Lambiasi e questa mattina ha emesso il suo ultimo respiro. Dopo avere a lungo combattuto con una grave malattia è morto don Giuseppe Celli, parroco di San Vito da oltre 40 anni. Aveva 79 anni. Divenuto sacerdote il 29 giugno del 1965 don Giuseppe era diventato cappellano di San Vito il 25 settembre del 1978, per poi diventarne parroco il primo dicembre del 1979.

La salma di don Celli è in chiesa a San Vito. Il commiato sarà celebrato dal Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, lunedì 27 aprile, pomeriggio, al cimitero di San Vito in forma strettamente privata.

Monsignor Lambiasi, con l’aggravarsi delle sue condizioni,  gli aveva fatto visita domenica scorsa e aveva celebrato l’unzione degli infermi (vedi notizia). In quell’occasione don Giuseppe gli aveva consegnato un messaggio per i confratelli preti, in cui emerge in tutta la sua bellezza l’intensa spiritualità del sacerdote.

Caro Vescovo, rileggendo tutto il rotolo del mio cammino, io posso solo ringraziare il Signore di tutto e per tutto della mia vita. Non ho da recriminare né da rimpiangere nulla, nulla… Non so quanto manca al ‘capolinea’, ma sento di stare agli ultimi chilometri… Ti prego di ringraziare i Confratelli per la stima e l’affetto con cui mi hanno circondato… Chiedo scusa per quanto non ho fatto a beneficio della ‘famiglia’ del presbiterio… Certamente ne ho ricevuto di bene, più di quanto non ne abbia fatto… Ringrazi i nostri preti in particolare perché non solo mi hanno sostenuto con le ‘chemio’ delle loro preghiere, ma mi hanno anche aiutato a pregare”.

Nato a Santarcangelo di Romagna il 28 marzo 1941, mons. Celli da tempo era afflitto da una gravissima malattia. Era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1965 per imposizione delle mani dal Vescovo Emilio Biancheri. Era diventato cappellano a Riccione, e poi a San Vito il 25 settembre 1978, per poi diventarne parroco il primo dicembre del 1979. L’anno scorso a San Vito ha fatto una grande festa per i suoi 40 anni da parroco. Amato dalla gente per il suo stile di uomo e di sacerdote, era molto partecipe alla vita del presbiterio diocesano. Anche malato partecipava agli incontri con i confratelli, compresa l’ultima Tre Giorni a Pesaro dell’estate 2019.
Si è molto adoperato per valorizzare la storia umana e di fede di padre Pasquale Tosi, che proprio da San Vito a fine ‘800 aveva mosso i primi passi del suo apostolato nelle Montagne Rocciose e Alaska. Nel gennaio 2018 don Giuseppe e la parrocchia di San Vito avevano ricordato i 120 anni dalla morte di Padre Pasquale Tosi, pubblicando anche un nuovo volumePadre Pasquale Tosi Gesuita Sanvitese Evangelizzatore delle Montagne Rocciose e dell’Alaska, frutto di una ricerca approfondita del giovane riminese Michele Tombesi, per la tesi di laurea. La parrocchia aveva promosso un video sul missionario, realizzato da Bottega Video e IcaroTv. “Padre Tosi ha operato in tempi e luoghi lontani da noi, – ha scritto nella Prefazione al volume mons. Celli -– ma le sue intuizioni e metodi pastorali praticamente sono quelli che la Chiesa oggi ci propone”.

Questa mattina, 3.a Domenica di Pasqua alle 6.45, – si legge nella nota inviata dal vicario generale don Maurizio Fabbri – il Signore Risorto spalancato le porte della casa del Padre all’Amatisssimo nostro fratello Don Giuseppe Celli, Parroco di San Vito, che si è addormentato nella speranza della Risurrezione.

I ragazzi dell’Azione Cattolica della parrocchia hanno scelto una foto bellissima per ricordarlo.

“Monsignor Giuseppe Celli ha vissuto una vita piena nella sua comunità, ha guidato la sua parrocchia donando se stesso in ogni circostanza bella o brutta che fosse!
Una sua grande preoccupazione erano i giovani, insieme alle tante realtà parrocchiali tra cui l’Azione Cattolica, si adoperava perché fossero presenti alla Messa e attivi nella comunità!
Oggi ci lascia in eredità la sua generosità e operosità nella vigna del Signore, è un’eredità che porteremo nel cuore e sapremo far fruttare!
<Quando il seme muore dà molto frutto!>”.

Silvia Baldazzi, Silvia Cenni (presidente parrocchiale), Doriana e tutto il gruppo di AC di San Vito