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Maxi multa al gestore

Cinque lavoratrici in nero nel night: una percepiva reddito di cittadinanza

In foto: I controlli delle fiamme gialle
di Redazione   
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sab 8 feb 2020 11:45 ~ ultimo agg. 9 feb 17:17
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La prima lavoratrice ad essere scoperta mentre lavorava in nero in un night della Riviera, è una ragazza 20enne di Modena, il cui nucleo familiare, dal mese di maggio del 2019, è beneficiario del Reddito di Cittadinanza. Quando i militari della guardia di finanza del Gruppo di Rimini ed i funzionari dell’Ispettorato del Lavoro sono intervenuti nel cuore della notte presso il night per un controllo, hanno identificato 13 ballerine, le cosiddette figuranti di sala, di cui ben 5 sono risultate in nero, compresa appunto la giovane modenese.

I successivi riscontri alla banca dati dell’Inps hanno permesso di appurare che questa faceva parte di un nucleo familiare percettore del Reddito di Cittadinanza, ma aveva omesso di comunicare al predetto Ente l’avvio dell’attività lavorativa. Per tale motivo, è stata denunciata all’autorità giudiziaria per omessa comunicazione all’Ente erogatore delle variazioni di reddito, del patrimonio o del nucleo familiare, nonché informazioni dovute e rilevanti ai fini della riduzione o revoca del beneficio. Ulteriore comunicazione è stata inviata alla sede Provinciale Inps di Modena, per la parte di specifica competenza, in quanto nel caso di specie, ovvero quando uno dei componenti del nucleo familiare viene trovato nel corso delle attività ispettive intento a svolgere attività di lavoro dipendente in nero, è prevista la decadenza dal beneficio e la disattivazione della carta di Reddito di Cittadinanza.

Per il gestore del night, invece, è scattata subito la sospensione dell’attività imprenditoriale per aver impiegato manodopera irregolare in misura superiore al 20% del totale dei lavoratori regolarmente assunti e trovati sul posto di lavoro. Tale provvedimento è stato però revocato a seguito del pagamento della somma aggiuntiva di 2.000 euro e della regolarizzazione dei lavoratori trovati in nero. Nei suoi confronti è stata contestata la cosiddetta maxi-sanzione che va da un minimo di 1.800 ad un massimo di 10.800 euro per ogni lavoratore non in regola, nonché la maxi-sanzione aggravata pari a 4.320 euro prevista in caso di impiego di lavoratore in nero percettore di Reddito di Cittadinanza. In totale, quindi, il gestore del night ha dovuto sborsare oltre 20mila euro.

La seconda lavoratrice, scoperta dai finanzieri e dagli Ispettori del lavoro, è una donna ucraina trovata a lavorare in nero in un albergo di Rimini, mentre svolgeva le mansioni di cameriera ai piani, risultata direttamente beneficiaria di reddito di cittadinanza. In questo caso la lavoratrice residente a Velletri, non solo aveva omesso di comunicare all’Inps competente l’avvio di un lavoro dipendente, come previsto dalla legge, ma non aveva neppure presentato una Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) omettendo di indicare i redditi percepiti dal coniuge. Con questo stratagemma ha ottenuto una certificazione Isee alterata e fasulla, ma idonea ad ottenere i benefici del Reddito di Cittadinanza che le è costata, però, la denuncia all’autorità giudiziaria di Velletri, nonché la segnalazione all’Inps per la revoca immediata ed il recupero di tutte le somme indebitamente percepite. Anche nei confronti dell’albergatore è stata contestata la cosiddetta la maxi-sanzione aggravata di 4.320 euro.

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