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Politica Rimini

Sconfinato. Per Mina (ER Coraggiosa) un "concerto comizio"

In foto: dall'invito
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 22 gen 2020 11:50 ~ ultimo agg. 11:51
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«Sconfinato», è il titolo del concerto/dialogo si svolgerà giovedì 23 gennaio alle ore 21 nell’inusuale nella sala della Cooperativa Lavoratori del Mare, in via Fratelli Leurini 1. Protagonisti Fabio Mina, musicista, candidato di Emilia-Romagna Coraggiosa – Rimini in concerto/dialogo con Sauro Pari, della Fondazione Cetacea, il pittore e docente Vittorio D’Augusta e lo scrittore (e insegnante) Fabio Fiori.

Nel concerto dialogo – si legge nella presentazione – si parlerà di cultura, legata al luogo e al tempo stesso aperta a sconfinamenti. Si parlerà di mare, il nostro mare che è molto di più del bagnasciuga e degli stabilimenti durante la stagione estiva, è un mare sconosciuto, amato, ma sottovalutato. Come tutti i mari anche il nostro è orizzonte aperto e simboleggia i contrastanti sentimenti delle persone divise, ma unite dall’acqua.

«La cultura dovrebbe essere al centro del dibattito politico – dice Fabio Mina – può avere un ruolo fondamentale nel dare voce alle persone e ai luoghi, soprattutto quando si riesce a portarla anche al di fuori degli spazi tradizionalmente deputati ad essa. La cultura è, appunto, un mare sconfinato». Proprio i suoni del mare daranno il La al concerto, e diventeranno melodia di fondo intorno al quale Fabio Mina comincerà il suo concerto – “comizio”: «ho voglia di suonare più che di parlare. Perché la musica, come la cultura è lo strumento più forte, che appartiene a tutti e che può arrivare dappertutto».

«Per questo c’è bisogno che la politica dia alla cultura la giusta attenzione – prosegue Fabio – che decida di investire in maniera più decisa e oculata su quella che, di fatto, è una delle poche cose che riesce a stimolare ed attivare la comunità, a renderla partecipe, aperta e inclusiva. Una giusta attenzione politica, una giusta crescita e distribuzione dei finanziamenti vuol dire investire su una comunità plurale, sveglia e cosciente; è un investimento materiale e morale. Produrre cultura vuol dire dare la possibilità di conoscere, prendere coscienza, eliminare le differenze; una società che non punta sulla cultura è una società morente, una società che non punta sulla cultura è una società che si incattivisce spesso senza un reale motivo, come sta accadendo a troppi tra di noi».