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operazione tersicore

Gare truccate a Rimini Sport Dance, coinvolti istruttori e giudici

In foto: la conferenza stampa dei carabinieri
di Lamberto Abbati   
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mar 26 nov 2019 08:12 ~ ultimo agg. 27 nov 11:39
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Istruttori, giudici, direttori di gara e persino un alto dirigente della FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva). Sono le persone coinvolte a vario titolo per frode sportiva e omessa denuncia nell’ambito dell’operazione dei carabinieri di Rimini denominata “Tersicore”, che ha documentato 12 gare di ballo “truccate” nell’ambito della competizione Rimini Sport Dance, tenutasi alla Fiera di Rimini dal 5 al 15 luglio 2018 e valida per i campionati italiani assoluti di categoria della Federazione. Un evento di primo piano che vede la partecipazione di oltre 20mila atleti e registra quasi 200mila spettatori.

L’indagine della Procura di Rimini è nata da un esposto, presentato dal Procuratore generale dello sport in data 5 giugno 2018, in cui si ipotizzavano condotte fraudolente poste in essere da tesserati e soggetti responsabili della FIDS con lo scopo di favorire alcuni concorrenti delle varie gare di ballo. In particolare si ipotizzava che diversi soggetti fossero in grado di insinuarsi nelle articolazioni della FIDS e di gestire la Federazione in spregio ai principi dell’ordinamento sportivo, condizionando anche l’operato di chi invece intendeva opporsi.

E in effetti dalle indagini del Nucleo Investigativo – Reparto Operativo sono emerse durante Rimini Sport Dance sistematiche frodi sportive finalizzate all’alterazione dei risultati. In particolare gli investigatori hanno appurato che uno dei “manovratori” principali, in grado di segnalare a giudici e direttori di gara i suoi desiderata, era proprio un istruttore di danza, tesserato FIDS. I pedinamenti all’interno dei padiglioni, le intercettazioni telefoniche tra gli indagati e anche l’installazione di alcune microcamere hanno permesso di documentare incontri “clandestini” proprio durante la manifestazione, in angoli della Fiera lontano da occhi indiscreti o in salette e camerini appartati. Era lì che gli indagati si sarebbero accordati per favorire un atleta piuttosto che un altro. I punteggi finali, quindi, venivano orientati dai giudici o dal direttore di gara in base alle indicazioni ricevute. Il ballerino “raccomandato” doveva finire almeno nei primi quattro classificati, non per forza al primo posto.

Dodici le gare truccate: una di ballo da sala, due di danza latina e nove di danza standard. Sette i provvedimenti cautelari interdittivi e coercitivi emessi dal gip del tribunale di Rimini: per un istruttore di danza e due giudici federali FIDS è scattato il divieto per sei mesi di esercitare professioni o rivestire incarichi all’interno di società sportive, mentre per un direttore di gara FIDS e altri tre istruttori di danza è stato stabilito l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria. Nei guai anche un alto dirigente della Federazione, denunciato per omessa denuncia dopo che più atleti si sarebbero rivolti a lui per portare alle luce il modus operandi illecito di alcuni personaggi che partecipavano alla manifestazione riminese. Una ballerina, in particolare, accortasi di alcune anomalie durante la competizione, dopo aver denunciato i suoi sospetti ai vertici della Federazione, si recò anche dai carabinieri di Rimini per mettere nero su bianco quanto raccontato in precedenza a Roma. Gli inquirenti non hanno in alcun caso documentato scambi di denaro, ma “solo” di favori. Il piazzamento o la vittoria di un determinato ballerino poteva rappresentare per la scuola per cui gareggiava, ma anche per lo stesso atleta, un importante ritorno di immagine.

Degli otto indagati nessuno è emiliano romagnolo: tre sono di Milano, uno di Bari, uno di Terni, uno di Matera, uno di varese e un altro di Reggio Calabria.

 

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