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Intervista a Succi (Uni.Rimini)

Tecnopolo: un bilancio dei primi due anni di attività


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In foto: un convegno al Tecnopolo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 30 ott 2019 14:15 ~ ultimo agg. 2 nov 08:29
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Gestito da Uni.Rimini Spa dal novembre 2017, il Tecnopolo di Rimini festeggia in questi giorni i primi due anni di attività. Abbiamo chiesto un bilancio di questo periodo a Lorenzo Succi, direttore di Uni.Rimini e Manager della struttura riminese.

Il Tecnopolo, è bene ricordarlo, fa parte di una ben consolidata rete regionale e fonda il proprio rapporto con le imprese sulle attività del CIRI MAM (meccanica avanzata e materiali) e del CIRI FRAME (fonti rinnovabili, ambiente, mare ed energia) dell’Università di Bologna, le une focalizzate in modo particolare su studi di tossicologia dei materiali (tessuti, farmaci, cosmesi), le altre sulle implicazioni ambientali nell’accezione più ampia, tanto da rappresentare, in questa città, il riferimento scientifico per una manifestazione come Ecomondo, dedicata alle tecnologie del risparmio e del riuso.

Lorenzo Succi

È grazie al forte coordinamento tra le due articolazioni di UniBO e del sistema delle imprese – sottolinea il manager del Tecnopolo rimineseLorenzo Succi – siamo stati in grado di sviluppare collaborazioni strutturate nell’ambito delle vocazioni di eccellenza di questo territorio, dal punto di vista sia imprenditoriale che rispetto alle implicazioni virtuose per il sistema fieristico locale”.

La strategia più generale del Tecnopolo di Rimini, è quella di porsi come punto di riferimento dell’intero “ecosistema Emilia-Romagna” anche al di là della territorialità e delle singole competenze e vocazioni della struttura. “Abbiamo realizzato molti incontri business to business coinvolgendo sia grandi imprese sia start up. Tutte queste iniziative sono funzionali all’individuazione di singole best practice da porre all’attenzione del nostro team di ricerca, ma anche più in generale di modelli virtuosi funzionali allo sviluppo di un rapporto ancora più stretto tra ricerca universitaria, start up e imprese, territori”, continua Succi.

Coniugare i tempi lunghi della ricerca con un mercato delle informazioni e dei beni sempre più fluido è una delle questioni aperte. “Quello che dobbiamo migliorare ancora, a mio avviso – sottolinea ancora Lorenzo Succi – è la conoscenza che le imprese hanno del Tecnopolo; più in generale, dobbiamo sforzarci di oliare i meccanismi di trasmissione dell’informazione tra ricerca e impresa, che impone ad enti come il nostro di muoversi su tre livelli, la conoscenza, l’accessibilità della ricerca, la capacità di indirizzare l’impresa anche oltre le nostre specifiche vocazioni e competenze”.

tecnopolo

un convegno al Tecnopolo

La risposta a queste esigenze sono le cosiddette “piattaforme diffuse” che prendono a dimensione minima efficiente, quantomeno, il sistema regionale della ricerca industriale, pubblica e privata. “Abbiamo diversi casi concreti di imprese che si erano rivolte al Tecnopolo di Rimini per specifiche esigenze. In certi casi, sapevamo che la risposta l’avrebbero potuta trovare a Forlì, piuttosto che a Modena, Bologna. Sappiamo di possedere, in Emilia-Romagna, un patrimonio importante di relazioni e strutture, per cui lo slogan ‘fare sistema’ può acquisire, nel nostro territorio, una certa concretezza, in quanto capacità di accompagnare l’impresa dall’esigenza al risultato”.

Il Tecnopolo di Rimini ha la propria sede nell’ex macello di via Dario Campana. È qui che insistono tutte le attività dei cinque laboratori che fanno riferimento ai due Centri interdipartimentali dell’Università di Bologna coinvolti.

www.tecnopolorimini.it

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