lunedì 18 novembre 2019
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I voti del derby

Rimini-Cesena 1-1: le pagelle di Nicola Strazzacapa

In foto: I biancorossi prima del calcio d'inizio
di Icaro Sport   
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dom 20 ott 2019 18:10 ~ ultimo agg. 21 ott 15:10
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SCOTTI 6. Reattivo al 28’ sull’incornata di Borello che toglie da sotto la traversa. Non può nulla sul rigore di Butic, intuito e sfiorato, ma tre su tre in tre in tre settimane sarebbe stato davvero troppo. Bravo (anche per i fotografi) pure sulla punizione di Valencia, l’altra vera parata di una domenica più tranquilla del previsto. Deve uscire di più, ma il derby di Coppa è stato spazzato via. Garanzia!

SCAPPI 4. Imperdonabile la trattenuta su Giraudo dopo essersi fatto tagliare fuori da una combinazione partita dalla sinistra. Rigore e rosso (forse severo visto che l’esterno non aveva possesso di palla) che hanno messo tutto in salita alla mezzora come già nel derby di Coppa. È il sesto rosso del Rimini nelle ultime sei gare. Harakiri!

FERRANI 6.5. In certi momenti pare quasi trascinarsi e deve ricorrere alle maniere forti più del solito, ma quando serve c’è sempre, in area svetta sempre lui e Butic la vede solo sul dischetto del rigore. Totem!

OLIANA 6.5. Continua a prendere confidenza con la maglia biancorossa e cresce di partita in partita. A suo agio anche al centro della difesa a quattro in tandem con Ferrani, non rischia mai davvero e risolve qualche situazione complicata. Arma in più!

NAVA 6.5. La fascia è il suo terreno di caccia preferito e lo si vede sia anche contro il Cesena. Ha senso della posizione e gamba per proporsi, lo fa paradossalmente più in 10 che in 11 ed è un bel segnale di personalità. Pendolino!

MONTANARI 6.5. I polmoni al servizio della causa. Non si risparmia mai, pressa tutto e con gli anni ha trovato anche un maggior ordine tattico. Non lo si vede molto in costruzione, ma non gli si può chiedere tutto. Moto perpetuo!

PALMA 6. Partita complicata la sua. E’ sempre guardato a vista e fatica a mettersi al timone, cresce con il passare dei minuti dopo essersi dedicato a lungo alle schermate e negli ultimi 20 minuti torna il centro di gravità permanente. Intelligente!

VAN RANSBEECK 6. Mezzora di pura battaglia fino all’episodio chiave del rigore di Scappi. Sacrificato all’uomo in meno. Lottatore!

SILVESTRO 6. Limita le scorribande e presidia bene il fortino. Non è al massimo della condizione fisica, lo sa e gioca una gara attenta. Un’accelerata nel finale mette i brividi lungo la schiena alla curva bianconera, ma sul crosso non c’era nessuno. Cambiale!

ARLOTTI 7.5. Nel momento più difficile della gara e della stagione ruba palla a Ciofi dopo una bella giocata di Gerardi, salta di netto Ricci e infila Agliardi con un diagonale chirurgico. È un eurogol che festeggia arrampicandosi sulla Curva Est da riminese purosangue. Già questo varrebbe la palma di migliore in campo, ci aggiunge corsa a perdifiato, generosità e una serie di ottime giocate. Mvp!

GERARDI 6.5. L’uomo in meno lo trasforma in un leone: fa a sportellate con tutti e con tutto, sgomita, salta, combatte, tiene palla e alla mezzora della ripresa sfiora anche il 2-1 sull’ennesima bella azione personale. Attaccante da derby!

30’ CANDIDO 6. Si alza dalla panchina per ridisegnare una squadra in inferiorità, ci mette l’anima più in fase difensiva che in costruzione ma se il Rimini entra davvero in gara dal suo ingresso… Generoso!

30’ st VENTOLA 6. Entra in partita da vero indemoniato, un paio di volte si fa largo a spallate e all’89’ ruba il tempo alla difesa incornando quasi in solitaria dal dischetto del rigore la punizione di Candido: sarebbe stata l’apoteosi.

30’ st BELLANTE sv. Partecipa all’incredibile forcing finale.

CIOFFI 7. L’espulsione di Scappi lo trova pronto alle contromisure e gli esperimenti della settimana si traducono in un 4-4-1 con Candido e Arlotti ai lati e pronti a gettarsi in avanti che mette in moto il suo Rimini. Una squadra vera che gioca un’ora in dieci con atteggiamento sempre positivo e propositivo che lui accompagna dalla panchina con una partecipazione davvero diretta e che al netto delle occasioni è stata più pericolosa del Cesena. La classifica non lo contraccambia, la vittoria manca dalla prima di campionato, ma giocare sei gare con l’uomo in meno in questo modo e con questi attributi non può non essere figlio anche del lavoro settimanale del condottiero.

Nicola Strazzacapa

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