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I numeri e i commenti

Agosto complicato per il turismo: presenze in calo. Positivi gli otto mesi

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
gio 3 ott 2019 11:42 ~ ultimo agg. 4 ott 13:36
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Un agosto in chiaroscuro per il turismo riminese. I dati pubblicati dall’Ufficio Statistica della Regione evidenziano infatti in provincia un aumento degli arrivi del 3,4% a fronte però di un calo di presenze dello 0,6. Sintomo di vacanze sempre più brevi. Complessivamente tra gennaio e agosto i turisti sono aumentati dell’1,5% e le presenze dello 0,3%. Le performance peggiori si sono registrate a maggio e luglio.

Entrando nel dettaglio dei singoli comuni Rimini chiude i primi otto mesi del 2019 con oltre 1,5 milioni di arrivi (+2,8%) e 6,2 milioni di presenze (+1,3). Buona la crescita di turisti esteri che arrivano a sfiorare il 30% dei pernottamenti complessivi. In agosto però anche il capoluogo ha registrato qualche scricchiolio: gli arrivi sono aumentati del 2,4% (+6,1 quelli stranieri) ma le presenze sono diminuite dello 0,6. Nei tre mesi estivi, solo giugno ha segnato una crescita di pernottamenti.

A Riccione si registra una situazione di stallo: tra gennaio e agosto gli arrivi sono aumentati dello 0,1% (718mila complessivi) mentre le presenze sono scese dello 0,3 (quasi 3,1 milioni). Anche per la Perla Verde il mese di agosto è stato in chiaroscuro: sono arrivati più turisti (+4,2%) ma si sono trattenuti per meno tempo (-1,2%). Molto contenuto il peso delle presenze estere che registra un calo rispetto al 2018 ed è pari al 15,1% nei primi otto mesi dell’anno (il più basso tra i comuni costieri).

Per Cattolica il 2019 vede arrivi e presenze in calo contenuto rispetto all’anno precedente. I primi sono diminuiti dello 0,4 e i secondi dello 0,6 (1,6 milioni complessivi). Segno meno anche per la componente estera che vale il 16,3% delle presenze. Come Riccione, anche la Regina in agosto ha visto aumentare gli arrivi del 4,6% a fronte però di un calo di pernottamenti dell’1,2.

Bellaria Igea Marina chiude i primi otto mesi 2019 con oltre 355mila arrivi (+1,1%) e quasi 2 milioni di presenze (-0,3%) confermandosi il terzo per peso turistico in provincia. Aumentano le presenze estere che sfiorano il 20% di quelle complessive. Bellaria tiene anche in agosto: arrivi in crescita del 3,4% e presenze stazionarie.

Tra gennaio e agosto sono stati oltre 135mila i turisti a transitare da Misano (+1,3%) per un totale di 736mila presenze (-0,6%). In calo i pernottamenti esteri che valgono il 17,1% di quelle complessive. Agosto è stato però positivo con arrivi e presenze in crescita rispettivamente del 5,5 e dello 0,5%.

“Per tutto il balneare italiano è stata una stagione molto complessa” commenta il sindaco di Rimini Andrea Gnassi evidenziando comunque il segno più anche del 2019 raffrontato tra l’altro ad un 2018 molto positivo. Il primo cittadino si sofferma però sulla necessità “di competere attraverso la qualità”. “Sì a impresa, investimenti, modernizzazione; no a evasione e speculazionedice, ricordando anche la recente operazione della Guardia di Finanza.

Alcuni dettagli sul turismo estero

. Principali campioni esteri primi 8 mesi

– Rimini: russi + 6,3% pernottamenti (360.084) e + 7,1% arrivi (71.240); tedeschi: +0,1% pernottamenti (322.511) e + 1,3% arrivi (62.634)

– Riccione: tedeschi -4,4% pernottamenti e  – 6,2 per cento arrivi; russi -5,9% pernottamenti e – 2,6% arrivi

– Cattolica: tedeschi -5,3%  pernottamenti e + 0,5% arrivi; russi -2% pernottamenti e – 9% arrivi

– Bellaria: tedeschi – 3% pernottamenti e +0,7% arrivi; russi + 73,7% pernottamenti e + 137,3% arrivi

– Misano: tedeschi -3,1% pernottamenti e -2,2% arrivi; russi -3,5% pernottamenti e + 12,1% arrivi

– Provincia: tedeschi -2% pernottamenti e -0,4% arrivi; russi + 5,6% pernottamenti e +8,2 arrivi

Il commento del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Il dato Istat dei primi 8 mesi dell’anno conferma le impressioni che via via si sono sedimentate durante la primavera e l’estate. Per tutto il balneare italiano è stata una stagione molto complessa, per diverse ragioni che vanno dall’aggressiva concorrenza di mete estere alle pressoché assoluta stasi e incertezza delle politiche nazionali sia sul versante della promozione che delle vere e propri politiche per gli operatori. Il territorio riminese, pur in questo contesto generale e dovendo fare i conti anche con la congiuntura del maltempo (a maggio 23 giorni di pioggia su 31 totali!), si registrano ancora segni più rispetto a una stagione 2018 molto buona, se non da record. In particolare questo dato vale per Rimini che, grazie soprattutto al suo crescente appeal sull’estero, si conferma città della vacanza 12 mesi all’anno, perché in grado di mettere assieme e armonizzare i diversi segmenti: dal balneare estivo, al fieristico/congressuale invernale e primaverile, fino alla ‘città d’arte’ e ai grandi eventi. Gli investimenti sulla cultura, sull’incremento di qualità urbana complessiva ci permettono di crescere anche in stagioni difficili per tutti ed è questo la via sulla quale dobbiamo, ripeto dobbiamo, continuare. Per Rimini il mercato estero è tornato dopo anni ad essere componente che pesa sensibilmente ed è in questa direzione che vogliamo continuare a muoverci con il parco del Mare, il Museo di arte contemporanea all’Arengo e il Museo Fellini, stante anche un mercato nazionale che ancora non è uscito, come altri Paesi europei, dalla crisi economica. Serve adesso un sostegno forte di politiche nazionali manageriali sia sul fronte della promozione che degli incentivi a migliorare la componente pubblica e privata. Ma serve anche la volontà condivisa di competere attraverso la qualità. Il principio e il fine di questo modello è la qualità: tutto deve essere chiaro, trasparente, non ci deve essere più spazio per chi evade fisco e tributi e poi magari propone prezzi stracciati nelle sue strutture ricettive. Sì a impresa, investimenti, modernizzazione; no a evasione e speculazione. In questo senso approfitto dell’occasione per ringraziare il Comando Provinciale della Guardia di Finanza per l’operazione fatta e per tutto il lavoro che svolge a servizio anche di un’industria turistica sana, di operatori onesti che agiscono nelle regole e competono grazie a qualità e creatività, e non a furbizie o vere e proprie azioni fuori dalla legalità.
Siamo a uno snodo, anche sul territorio riminese che è locomotiva del turismo in regione e in Italia. Questa stagione così contraddittoria ci mostra problemi ma anche le prospettive e le tracce di lavoro. Se si vuole mantenere la leadership bisogna lavorare, sia pubblico che privati, cercando di diventare sempre più mete esperienziali e uniche in grado di attrarre visitatori da ogni territorio e ogni Paese d’Europa. Lavorare su promozione della destinazione e sul prodotto, da rendere sempre più unico e attrattivo. E sano in ogni parte della filiera. L’esempio Rimini, e i suoi numeri statistici, dimostra che si può fare.

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