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Mille miglia per un ospedale in Uganda

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 12 set 2019 10:09 ~ ultimo agg. 16 set 17:34
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Ha navigato in solitaria per mille miglia. Da Rimini fino a Cagliari. Con un unico obiettivo: cercare di raccogliere più fondi possibili da devolvere poi ad Emergency per il completamento di un ospedale pediatrico di eccellenza in Uganda e firmato da Renzo Piano. Marcello Michelotti è partito dalla Darsena a bordo della sua Strolaga, una piccola imbarcazione di 8 metri e mezzo e, nonostante diversi problemi derivati da un meteomare complicato e piuttosto anomalo, è riuscito a portare in porto (è proprio il caso di dirlo) il suo progetto Sail4Africa.

“Navigare in solitaria, soprattutto di notte, senza mai fermarsi, cercando di dormire almeno quei venti minuti per volta non è stato semplicissimo – sottolinea lo skipper sammarinese – Anche perchè le condizioni climatiche non sono state certamente favorevoli. Ma la volontà di portare avanti il progetto e di arrivare a Cagliari è stata superiore a tutti i piccoli o grandi problemi che ho dovuto affrontare. E alla fine sono contentissimo di come è andata perché è stata davvero una bellissima esperienza. Ho incontrato tante persone che quando hanno saputo di questo progetto hanno donato anche solo cinque, dieci, quindici euro, ma lo hanno fatto con il cuore e questo vale più di tutto. Ci sono stati anche donatori che mi hanno lasciato chi cinquanta, chi cento euro. Voglio davvero ringraziare tutte le persone che mi hanno permesso di raggiungere questo obiettivo”.

Alla fine, Michelotti, è riuscito a raccogliere ben 7mila euro che sono stati consegnati a Mario Spallino del direttivo di Emergency.

“Il nuovo Centro di eccellenza sorge a Entebbe, sulle rive del lago Vittoria, su un terreno di 120mila metri quadrati messo a disposizione dal governo ugandese. L’ospedale avrà 72 letti, 3 sale operatorie e tutti i servizi diagnostici e ausiliari necessari al suo funzionamento, come il laboratorio, la banca del sangue, la farmacia, la mensa, la lavanderia.

Sono previste, inoltre, aree dedicate alla formazione del personale locale, sanitario e amministrativo. In vista dell’arrivo di pazienti provenienti da vari paesi è prevista anche una guest house con 42 letti, dedicata ai pazienti e ai loro famigliari”.

L’esponente di Emergency spiega poi perché è stata scelta proprio l’Uganda.

“Come confermano i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Uganda è ancora molto lontano dal raggiungimento degli Obiettivi del millennio sulla riduzione della mortalità infantile.

Vi lascio solo un dato: il 40% della popolazione ugandese ha meno di 15 anni, ma nel paese ci sono solo 3 chirurghi pediatrici per una popolazione di 45 milioni di abitanti. La mortalità infantile sotto i 5 anni di età è di 55 bambini per 1.000 nati vivi e il 30% delle morti di pazienti di più di 5 anni sono attribuibili alla mancanza di cure chirurgiche”.

La speranza è che davvero questa nuova struttura possa donare alla popolazione ugandese un futuro migliore.

Francesco Barone

Fonte: settimanale ilPonte

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