lunedì 19 agosto 2019
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In foto: Mario Petrone durante il suo primo allenamento a Rimini
di Icaro Sport   
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mar 16 lug 2019 15:25 ~ ultimo agg. 17 lug 14:51
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Cartellino rosso

Commentare oggi la situazione attuale del Rimini è impresa ardua. Giornalisticamente non si dovrebbe dare troppo credito alle voci, ma basarsi sui fatti concreti. Attualmente siamo in una centrifuga: non passa giorno in casa Rimini che non ci siano novità o presunte tali.

Da parte della società nulla di ufficiale né in merito all’ingresso nel club di un nuovo socio né in relazione a Petrone e Cangini. Allora uno pensa due cose: uno, che siano davvero tutte chiacchiere; due, che il silenzio, mettiamo pure in presenza di fatti concreti che non si vogliono rivelare in anticipo, è mancanza di rispetto verso i tifosi e la città.

Ma come si pubblica un comunicato in cui si ufficializza la trattativa con un gruppo messicano, rivelatosi poi, come gli arabi di De Meis, l’ennesima presa in giro, e non si danno notizie su una trattativa così importante per il futuro dei colori biancorossi?

In questi giorni il telefono degli addetti ai lavori è stato rovente. Il tifoso giustamente, chiedeva conferme o smentite. Rimaste purtroppo appese al filo del dubbio perché da Coriano non si è levato nemmeno un segnale di fumo.

Comunque, se diamo credito alle ultime notizie, sembrerebbe che l’italo-americano Nicastro abbia trovato un accordo con Grassi per l’acquisizione del 25-30 per cento della Rimini Calcio.

Una scelta che consentirebbe a Grassi di rimanere al timone della società col 70-75 per cento. Quota di maggioranza elevata. Allora ci si chiede perché consentire al nuovo entrato, in netta minoranza di quote sociali, di fare piazza pulita, mettendo alla porta il ds Cangini e l’allenatore Petrone?

Con questa virata societaria si rimette tutto in discussione. I ragazzi che hanno firmato il contratto con Cangini che fine faranno? Soprattutto saranno di gradimento al nuovo ds e allenatore? In tanti anni in cui abbiamo seguito il Rimini mai ci era capitato una situazione così intricata e che mette a dura prova la pazienza dei tifosi. Gli stessi entusiasti di Grassi sono rimasti a bocca aperta quando hanno letto che il nuovo direttore sportivo è un ex capo ultrà del Cesena. Altro che Scarpato. Questa è una bomba nucleare.

Possibile che i gruppi Rota e Samorì siano stato così inaffidabili? Quali garanzie porta in più l’immobiliarista Nicastro? Interrogativi che viaggiano inseriti nei palloncini che da Coriano volano alti nel cielo, in attesa del botto finale che li riporterà inevitabilmente alla realtà dalla quale erano partiti. Cioè senza risposta.

Beppe Autuori

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