martedì 17 settembre 2019
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In foto: un momento della presentazione (Roberto Masi)
di Simona Mulazzani   
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mar 9 lug 2019 14:51 ~ ultimo agg. 10 lug 10:59
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La cornice della Sala Ressi del teatro Galli per parlare del 40esimo Meeting, del programma e del legame profondo con la città che ha generato questa storia. A portare i saluti il sindaco di Rimini Andrea Gnassi che, concentrando il suo intervento sul titolo dell’edizione “Nacque il tuo nome da ciò che fissavi” ha parlato di come una comunità per crescere abbia bisogno di concentrare lo sguardo su obiettivi comuni di bene.

 

Il Meeting – ha detto Gnassi – ci offre sempre occasioni importanti di sguardo, anche con l’intelligenza e la lucidità di un titolo così forte. Questa non è un’operazione di marketing, ma una riflessione che ci dice che ognuno di noi sa chi è solo in rapporto allo sguardo di un altro. Una cosa che a proporla oggi che ti fa sentire in direzione opposta a quella del vento che tira”. 

“Io sono cresciuto con il Meeting – ha aggiunto – c’è un seme che è stato piantato quarant’anni fa e che oggi fiorisce compiutamente. Dieci anni dopo la nascita del Meeting, con la caduta dei muri, si credeva nell’utopia della globalizzazione. Oggi a trent’anni dalla caduta del muro di Berlino i muri si riedificano, prevale un istinto determinato dalla paura. La frase di Wojtyla, il più grande scardinatore di muri che abbiamo conosciuto, oggi è ancora più attuale. E oggi la nostra città non è solo a fianco del Meeting, è dentro il Meeting, siamo amici, cioè in quel rapporto che ti consegna la responsabilità della reciprocità. Sarebbe bello pensare a un Meeting Day per restituire al Meeting quello che ha dato alla città”.

Anche per Emma Petitti, assessore al bilancio della Regione Emilia Romagna, “è evidente che le parole di Wojtyla sono un invito a guardare l’altro con meno diffidenza, con la capacità di riscoprire nell’altro qualcosa che ci può insegnare”.

Ad Emilia Guarnieri, presidente dell’Associazione Meeting per l’Amicizia tra i popoli, il compito di pennellare la storia della kermesse. Ha ricordato come tra il 79 e l’80 un gruppo di amici sentì l’urgenza di affrontare i temi forti di quell’epoca. Il primo titolo verteva sul tema della pace, che dopo 40 anni resta di grande attualità. “Quarant’anni fa guardavamo ai conflitti del mondo, penso al conflitto arabo-israeliano, anche di qui è nata l’idea dell’amicizia fra i popoli. Ma è nata anche in un contesto preciso, quello della nostra città, con amicizie che andavano al di là delle appartenenze anche politiche. Penso a come ci accolse il sindaco Zaffagnini, scomparso di recente. Ma chi può essere il soggetto che costruisce l’amicizia fra i popoli? Qui ci illumina la frase di Giovanni Paolo II con la sua frase, un’espressione che tocca l’uomo in quanto tale. Penso a un autore etichettato come nichilista come Houellebecq, che di recente ha affermato “Mi riesce penoso ammettere che ho provato sempre più spesso il desiderio di essere amato (…) la riflessione non poteva farci niente, il desiderio persisteva e devo confessare che persiste tuttora”.

Elogi all’esperienza del Meeting, capace di leggere e interpretare i cambiamenti del tempo da parte del direttore del Quotidiano Nazionale, Michele Brambilla, intervenuto all’evento. “Una manifestazione all’inizio molto banalizzata da noi giornalisti, ci abbiamo messo troppo tempo a capirlo. Poi lo sguardo è diventato esclusivamente politico, si guardava all’evento come termometro delle presunte “svolte” dei cattolici in politica. E invece è un evento che rappresenta una straordinaria occasione di contaminazione di esperienze, coscienze, cuori. Il Meeting rende bella, attraente e affascinante la realtà“.

Grande attenzione allo sport, ancora più protagonista in questa edizione grazie alla collaborazione con Master Group Sport, rappresentato dall’Amministratore Giovanni Carnevali. La Lega Pallavolo femminile, ma anche basket, che sarà rappresentato da alcuni giocatori della nazionale, e campioni del calcio come Javier Zanetti”.

Parentesi molto apprezzata al termine della presentazione un piccolo assaggio dello spettacolo “Francesco e il Sultano” con la cantante siriana – e cristiana – Mirna Kassis e l’attrice italiana – e musulmana – Valeria Khadija Collina con gli strumenti a fiato di Fabio Mina.

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di Redazione   
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