lunedì 17 giugno 2019
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In foto: Mario Petrone nel dopogara di Verona (Rimini FC)
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 19 mag 2019 19:28 ~ ultimo agg. 20 mag 16:19
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Una sconfitta immeritata, ma un risultato che si può rimettere in piedi nella gara di ritorno. Questo in estrema sintesi il pensiero del tecnico dei biancorossi, Mario Petrone, nel dopogara di Virtus Verona-Rimini 1-0, andata dei play out di serie C girone B.

“La squadra rimane in partita anche per quella che è la voglia che ha nel dopogara di ribaltare il risultato di oggi – attacca Petrone, un risultato assolutamente bugiardo. Abbiamo concesso una punizione inutile e su quella punizione abbiamo preso un gol che avremmo potuto subire, nel primo tempo sia noi che loro, solo su calcio piazzato. Si è visto poco, partita molto contratta, non avevamo rischiato quasi nulla se non su quei calci piazzati, come del resto dall’altra parte siamo stati un po’ pericolosi noi su qualche calcio d’angolo e qualche punizione avuta. Nel secondo tempo avremmo meritato assolutamente il pareggio e questo ci lascia un po’ l’amaro in bocca per oggi, ma ci lascia anche fiduciosi per il futuro”.

Si è visto, al di là del risultato, un Rimini in crescita. Può questa sconfitta incidere in maniera negativa sulla preparazione della gara di ritorno di domenica prossima al “Neri”? “No, perché noi nell’ultimo periodo abbiamo già vissuto questo stato d’animo fino all’ultima giornata. Quando sono arrivato io eravamo ultimi e abbiamo vissuto sei partite nelle quali il fattore emotivo non ha condizionato la squadra. La nostra è una squadra assolutamente in crescita. Mi fa piacere che lo vediate e che lo diciate perché non tutti riescono ad essere così onesti e positivi nei giudizi. Io ai ragazzi lo dico sempre: l’episodio è quello che fa la differenza in determinate partite, oggi lo abbiamo subito contro, domenica prossima faremo di tutto per ribaltare un risultato che ripeto non è giusto, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto per quanto fatto in campo dalla nostra squadra contro una squadra che rispetto all’ultima partita di campionato, come diceva Gigi (Luigi Fresco, allenatore e presidente della Virtus Verona, ndr), oggi era completamente diversa, e questo è un punto che vediamo in maniera positiva. Da questo punto di vista siamo fiduciosi perché si può fare e nei prossimi 95 minuti dobbiamo dare tutto quello che abbiamo per far girare questo episodio dalla nostra parte, perché alla fine le occasioni le abbiamo avute, ma non le abbiamo sfruttate. Non siamo stati più che lucidi cinici a buttare dentro la palla”.

Cosa non ha funzionato nel Rimini? “Noi dobbiamo cercare di essere più incisivi negli ultimi 30 metri. Anche nel primo tempo abbiamo avuto molte situazioni in cui si è sbagliato l’ultimo passaggio, si è sbagliata la scelta sugli esterni. Quello che abbiamo visto nel secondo tempo ci lascia l’amaro in bocca, ma siamo consapevoli che nella gara di ritorno dobbiamo volere un altro risultato”.

Il fattore “Romeo Neri” potrà essere determinante? “Può contare il fattore campo come può contare il risultato dell’andata. Quando ci sono squadre brave come loro sui calci piazzati, come fai a dire: “vai a fare una partita da 0-0?” Il gol lo prendi lo stesso, hai preso un gol su calcio piazzato. Tra l’altro siamo anche più strutturati fisicamente, ma non significa nulla: una palla sporcata lì davanti e Sirignano si è trovato a tu per tu con il portiere. Sarebbe potuto capitare a noi dall’altra parte, ma non è capitato. Però le occasioni che abbiamo avuto avremmo dovuto concretizzarle, e questo ci lascia lo spiraglio in vista del ritorno per crederci fino alla fine. Io l’ho detto in tempi non sospetti: noi fino all’ultimo secondo dobbiamo meritarci la salvezza”.

Che atteggiamento si aspetta dalla tifoseria biancorossa? “Lo dico e lo ripeto da un mese e mezzo: il Rimini oggi è un bene di tutti e deve essere un bene comune. Io vi dico che la squadra deve essere sostenuta, poi non siamo così presuntuosi da pretendere che su 2mila, 3mila o 4mila tifosi tutti supporteranno sempre la squadra. C’è chi lo fa e chi non lo fa. Ma i ragazzi pensano solo ed esclusivamente a quello che è il rettangolo di gioco e a dimostrare a loro stessi, alla società e all’ambiente di meritarsi questa salvezza. Si va in campo così. È un gruppo che deve essere sostenuto perché quando l’ho preso era in grande difficoltà, però oggi arrivi a Verona e ti fanno i complimenti, anche se non ti danno nulla. Però è una squadra completamente diversa rispetto a un mese e mezzo fa e questo ci lascia molto determinati a ribaltare il risultato di oggi”.

IL DOPOGARA

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