venerdì 20 settembre 2019
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In foto: Il tecnico del Rimini, Mario Petrone
di Roberto Bonfantini   
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sab 30 mar 2019 12:55 ~ ultimo agg. 31 mar 16:16
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La prima di Mario Petrone sulla panchina del Rimini è di quelle per cuori forti. Al “Romeo Neri” (calcio d’inizio domenica alle ore 16:30) arriva l’Alma Juventus Fano, unica squadra dietro i biancorossi in classifica (è a -3), ma con ancora da giocare la partita con la Fermana. Sarà quindi un vero e proprio spareggio salvezza, tra due squadre in crisi: appena un punto nelle ultime cinque gare disputate per i romagnoli, due sempre negli ultimi cinque turni per i granata. All’andata si imposero di misura i marchigiani: 1-0 con gol partita di Celli al 18′ della ripresa.

La vigilia del nuovo condottiero del Rimini, Mario Petrone.

Si parte dagli assenti: “Mancheranno Petti, Simoncelli e Danso”.

Per Petrone sarà l’esordio sulla panchina biancorossa. “Non dico che c’è poco da pensare, ma dico che c’è solo da giocare. E basta. Che è quello che vogliono tutti: giocatori, staff, dirigenti, tifosi. La squadra è vogliosa, vuole venire fuori da questo momento. Ci saranno difficoltà: si affrontano due squadre che sono in una situazione di classifica deficitaria. Noi giochiamo un confronto diretto in casa e dobbiamo fare di tutto per portarla a casa”.

Come si entra in un gruppo che ha già avuto tre allenatori nella stessa stagione? “Molto dipende dai giocatori, che ho visto molto determinati. Il gruppo è giovane, hanno lavorato con la massima dedizione, magari domani non metteranno in pratica tutto quello che abbiamo provato, ma non deve mancare l’impegno che hanno messo in questi giorni perché è una delle sei partite per noi fondamentali”.

Con quale modulo partirà il Rimini? “Su come partire vedremo anche come si schiereranno gli avversari nei primi cinque minuti. Domenica hanno attuato tre moduli diversi. Ma al di là dei numeri voglio vedere l’atteggiamento. Domenica i nostri avversari hanno giocato con cinque a centrocampo, ma possono mutare. Partiamo col 3-5-2, poi vediamo. Domani mattina, al risveglio muscolare, vedremo le tre situazioni da verificare. Io dubbi non ne ho. Domani mattina vediamo come stanno: finché non li vedo domani mattina non vi posso dire”.

Niente ritiro. “La società non ha ritenuto opportuno farlo”.

Ancora sulla partita. “È una partita nella quale noi dobbiamo fare quello che abbiamo fatto in questi giorni. Come l’ha impostata l’avversario, l’atteggiamento, non lo possiamo sapere. I ragazzi sanno dove possiamo andare in difficoltà e dove possiamo sfruttare sia le nostre potenzialità che alcune situazioni che abbiamo visto”.

Sull’avversario. “Se tu guardi l’organico del Fano non è inferiore a nessuno. Ha giocatori che hanno fatto categorie superiori. È un buon organico, hanno beccato una stagione negativa. Però sinceramente più che pensare agli altri io penso solo a come deve interpretare bene la partita la mia squadra”.

Candido trequartista o attaccante. “Candido può ricoprire tutti i ruoli dalla trequarti in poi. Di sicuro non è una mezzala. A centrocampo abbiamo giocatori in grado di fare calcio. I cinque cambi ci danno la possibilità di fare alcune valutazioni, ma a partita in corso. La partita può mutare in tanti momenti. L’importante è che abbiamo individuato subito con lo staff il minutaggio, chi è più stanco e chi anche dal punto di vista emotivo è in grado di giocare questa partita”.

Se qualcuno ha dato tutto deve chiedere il cambio. “Chi è arrivato alza la mano, io apprezzo perché vuol dire che ha dato tutto. Ho sempre fatto così. Con me chi si risparmia non gioca più”.

La fascia da capitano resta a Scott Arlotti. “Non mi sono neanche posto il problema. Rimane tutto com’è”.

Sull’attacco piuttosto sterile. “La squadra in toto deve cambiare atteggiamento e di conseguenza l’attacco avrà i suoi giovamenti. Uno spera che con grande personalità la squadra riesca a fare quelle giocate che abbiamo provato in settimana. Con un punto a partita non ti salvi. Oggi una vittoria ti può cambiare l’inerzia di una stagione. Noi dobbiamo osare per vincere la partita, non per un pareggio che ci condanna”.

Nella gara di Fano i calci piazzati misero in difficoltà il Rimini. “Loro sono una squadra strutturata fisicamente, ma noi non siamo da meno”.

Sulla richiesta dei Red White Supporters di non far indossare alla squadra la maglia a scacchi il mister resta evasivo. “Il tifoso non va in campo e vuole una reazione. Domani la squadra deve avere una reazione per gratificare i tifosi. In questo momento la squadra ha il supporto di tutti. Io sto qua per raggiungere un obiettivo e non sto a vedere chi lo fa e chi non lo fa. Uno cerca di far stare sereni, ma allo stesso modo di dare una cattività agonistica ai ragazzi. La serenità si trova senza polemiche, senza dicerie. Io spero che la squadra possa avere il supporto del pubblico fino all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato. È un gruppo di bravi ragazzi e ha bisogno di questo. Hanno subito una défaillance dal punto di vista caratteriale, ma li ho visti molto vogliosi di cambiare pagina”.

Quindi scenderete in campo con la maglia a scacchi? “Penso di sì, ma dovete chiederlo al team manager”.

Considera prima punta unicamente Volpe? “No. Piccioni è il giocatore più completo perché può giocare prima o seconda punta, a due o a tre in attacco”.

LA 33a GIORNATA DEL CAMPIONATO DI SERIE C GIRONE B E LA CLASSIFICA

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