domenica 16 dicembre 2018
In foto: Il 2-0 di Frediani (ElevenSports)
di Roberto Bonfantini   
lettura: 2 minuti
mer 5 dic 2018 23:58 ~ ultimo agg. 6 dic 17:47
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PUNTURE DI SPILLO
di Nicola Strazzacapa

IL PODIO
1) Cosa c’è di buono nel recupero del Liberati di Terni? Poco o niente. Il ritorno in campo di Scott Arlotti, che nello spicciolo di ripresa a disposizione ha dimostrato subito di non aver perso fame e mordente. Il suo moto perpetuo sulla trequarti è indispensabile perché il più giovane della banda è il solo a fare veramente le due fasi, a mordere tutto e tutti e saper ribaltare l’azione non disdegnando la pericolosità sotto porta. E sono bastati pochi minuti anche ad Alimi per mostrare qualità uniche in rosa in quella zona nevralgica. Maledetta pubalgia… Bentornati.

2) Sul secondo gradino del podio ci va il… calendario. Alle cinque gare in quindici giorni si può guardare infatti con fiducia per due ragioni: tre si disputeranno in quel Romeo Neri in cui si marcia a ritmi playoff (tre successi e tre pareggi in sei gare) e fuori si andrà nella tana della Sambenedettese pari classifica a quota 15 e in quella del Renate terzultimo. Le buone feste di fine anno dipenderanno molto dai 180 minuti interni in quattro giorni contro Albinoleffe – scontro diretto da non fallire come lo era quello con la Virtus Vecomp – e Monza. La spinta per cambiare passo e prospettive, oltre che dall’infermeria può venire anche da lì. Avanti tutta!

3) Segno più anche per il coraggio e la capacità di cercare sempre il positivo di Leonardo Acori. L’opera di coinvolgimento della rosa a Terni è passata dai recuperi di Cicarevic e Cecconi e da una vocazione offensiva per tutti i novanta minuti, chiusi addirittura con Volpe, Buonaventura, Arlotti e Simoncelli dopo le maglie da titolare a Sasa e Candido. Il gol a freddo ha scombussolato probabilmente il piano gara di una partita in cui si è visto qualcosa di più in fatto di manovra e occasioni. Anche se l’equilibrio di squadra è parso a dir poco instabile. Peccato. Ottimismo.

IL CONTROPODIO
1) Neanche il tempo di mettersi alle spalle il ben di Dio concesso al Fano a ogni palla messa in mezzo che alla prima punizione calciata in area ci si è ritrovati già sullo 0-1. L’altezza media non è da squadra di basket ma non si può tremare a ogni batter di ciglia: serve un po’ più di baionetta fra i denti. Calci piazzati o calci… spiazzanti?

2) Il Rimini da trasferta resta praticamente sempre… a casa. La striscia di risultati negativi lontano dal Romeo Neri si allunga inesorabilmente e con lo zero assoluto del recupero in Umbria lo score express recita il de profundiis: tre punti in otto sfide, cinque ko negli ultimi sei turni fuori da Rimini con qualcosa come undici gol incassati e uno solo infilato (sullo 0-3 al 92’ a Imola). Peggio di così… Inoffensivi!

3) Le altre conferme del Liberati sono arrivate purtroppo da altri novanta minuti di polveri bagnate del reparto offensivo (nonostante a Terni sia sceso in campo praticamente tutto) e da un’altra prima frazione di stitichezza assoluta. Alla gestione Acori mancano ancora un gol di un attaccante e una rete prima dell’intervallo, che a onore del vero manca da qualcosa come nove sfide, dal 7 ottobre sul campo della Giana Erminio. Se non è un record poco ci manca. Allergie e ramadan.

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