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Stroncato da un malore “Zanza”; il re dei vitelloni

CronacaRimini

26 settembre 2018, 10:13

in foto: dal FB Blow up disco

Un malore nella notte è stato fatale a Zanza, al secolo Maurizio Zanfanti, personaggio entrato nella “mitologia” locale, nazionale e internazionale come il re dei playboy romagnoli. Aveva 63 anni. Zanfanti è stato colto da un malore dopo un rapporto sessuale con una ragazza dell’est di 23 anni. Dopo avere preso appuntamento per telefono con la ragazza che conosceva, in Riviera come escort, i due si erano appartati in auto. La donna, tramite un amico, ha subito chiamato i soccorsi ma i sanitari non sono purtroppo riusciti a far ripartire il cuore di Zanfanti. Sul posto è intervenuta anche la Polizia di Stato.

Di quella Riviera edonista, eccessiva, a suo modo folcloristica, tra gli anni ’70 e ‘80 Zanza, era diventato presto un simbolo. Tanto che una sua divertente intervista compare in “Tutti al mare” di Michele Serra, il più celebre ritratto letterario dell’Italia balneare di quegli anni. Zanza aveva lavorato per decenni nel mondo dei locali, dal ruolo di “buttadentro” al Blow Up (discoteca che oggi lo ricorda sul proprio profilo Facebook) a quello di imprenditore. Della sua fama, accompagnata da roboanti numeri sulle sue conquiste straniere, aveva parlato anche la stampa estera: a lui dedicò un ampio servizio la Bild.

Emblema delle fugaci storie di una notte, e anche più di una a notte secondo i racconti, e icona del macho romagnolo, latin lover pane al pane. Quella figura della quale Gigi e Andrea, ad esempio, fecero la caricatura in diversi film. Zanza era il macho selvaggio nell’aspetto ma galantuomo. “Le donne cercano la gentilezza. Devi sempre aver un pensiero per ognuna”, raccontava a Michele Serra. Galantuomo con tutti, non solo le belle ragazze: oggi in molti sui social network lo ricordano come una persona gentile e cordiale.

Fare lo “Zanza” a Rimini è da tempo diventata un’espressione di uso comune, come nel brano “Terrone” di Filippo Malatesta del 1997 dove il playboy riminese che compare nella storia viene definito appunto “Un Zanza da venti al mese”.

Scrive su Facebook il sindaco di Rimini Andrea Gnassi: “Rimini è tante cose. È fatta di relazioni, di personaggi, di mille colori, di sentimenti eterni e fugaci, di sfumature, di dialetto, di borgo e lingue che si imparano magari d’estate… C’è la sua storia, la cultura, il mare, il sorriso. Gli acciacchi e i problemi. L’alto e il basso, il pop e il blues.  Rimini è anche la storia di giorni e notti di incontri, di amori e di passioni e di “miti”.
Di fronte alla morte di Maurizio Zanfanti , “Zanza”, il primo sentimento è di cordoglio. Con Zanza non se ne va solo un ‘mito’ delle cosiddette notti della Riviera, ma comunque un pezzo di un periodo storico del costume italiano. Riposa in pace”.

 

Maurizio Ceccarini

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