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Rifondare i Quartieri a costo zero. La proposta del PD

In foto: la mappa dei Quartieri di Rimini
la mappa dei Quartieri di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 4 Lug 2018 14:31 ~ ultimo agg. 26 Mag 14:58
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Il PD riminese chiede di accelerare il percorso per avviare nuove forme di partecipazione, in sostituzione dei vecchi quartieri. La consigliera Barbara di Natale chiede che venga “accolta positivamente la decisione assunta dalla prima commissione consigliare sull’avvio di un tavolo tecnico di lavoro “largo” e aperto a tutti i gruppi per valutare le modalità operative delle forme di decentramento

La necessità non più rinviabile – spiega – è quella di ascoltare il territorio, dotando concretamente la città di nuovi meccanismi di partecipazione. Un sistema basato sulle reti sociali e sulla co-progettazione tra i cittadini, le scuole, i gruppi spontanei e le associazioni, le categorie, le parrocchie, e le società sportive locali. Ogni quartiere, poi, si relazionerà con gli altri per condividere la responsabilità di costruire una città più vivibile: è un obiettivo che riteniamo particolarmente importante per favorire la coesione sociale.

Ri-cominciare dai quartieri perché sono realtà concrete di relazione tra le persone, comunità vere, non astratte o burocratiche, e perché sono luoghi familiari dove si trovano le scuole, gli spazi di aggregazione e i beni comuni, come i parchi. Cuore del tema è riconoscere la diversità e la complementarità dei ruoli fra i servizi di quartiere e i servizi centrali, evitando le sovrapposizioni”.

La proposta:

Abolite nel 2010 le circoscrizioni per i comuni al di sotto dei 250 mila abitanti, resta ai Consigli Comunali la facoltà di istituire organismi di decentramento a costo zero. Per questo la partecipazione agli organi sarà volontaria e non è prevista la corresponsione di indennità di carica, gettoni di presenza o di altro tipo di emolumento.

La scelta operativa più snella potrebbe essere quella di mantenere la precedente suddivisione in sei aree sub-comunali recuperando, dove possibile, gli spazi già dedicati al decentramento. Ai nuovi consigli di quartieri saranno demandati compiti specifici, ma sono previsti anche laboratori tematici aperti e assemblee di quartiere o di zona per la cittadinanza. Da tenere in considerazione l’utilizzo di nuovi strumenti come il crowdfunding per raccolte di fondi su specifici progetti.

L’auspicio – spiega la Di Natale – è quello di ottenere un consenso largo e non pregiudiziale tra tutte le forze politiche”

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