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Segreteria PD, bagarre ai seggi. Ubaldi vota ma ad altri di Patto Civico viene vietato. L’intervento di Santi

PoliticaRiccioneRimini

30 aprile 2017, 18:03

Tensione nei seggi nei quali si vota per la segreteria del PD. Tutto è nato quando Fabio Ubaldi, ex esponente del partito democratico riccionese e ora capolista alle amministrative per Patto Civico, si è recato a votare nel suo seggio al Quartiere 6 di Rimini. I responsabili glielo hanno impedito ma Ubaldi non l’ha presa bene e ha chiesto copia dello Statuto e alla fine è riuscito a dare il suo voto. “Non condivido la linea del PD a livello provinciale e regionale – ci ha detto Ubaldi – ma ho sempre votato per la segreteria nazionale. Il voto è aperto a tutti e ho amici anche di Forza Italia che oggi sono andati a votare. Si tratta di discriminazioni ad hoc inconcepibili legate probabilmente da una disposizione regionale.” Ma se il capolista di Patto Civico Riccione è riuscito nel suo intento, così non è stato per altri esponenti della lista come Ulrike Bonfini alla quale a Riccione è stato negato il voto nonostante fosse esponente locale del comitato a sostegno della mozione Renzi. “Insieme ad altri di Patto Civico – racconta Ubaldi – siamo andati al seggio a chiedere conto di quello che stava accadendo e ho anche mostrato di aver io stesso votato. Nonostante le insistenze però non c’è stato modo di farli votare e quando abbiamo chiesto il verbale di diniego ci è stato negato.” E sono arrivati sul posto anche i vigili urbani.

Di diverso avviso Riziero Santi, membro della commissione provinciale per il Congresso che in una nota stigmatizza quanto accaduto, pur non citando Ubaldi.  “Da persona di buon senso, non da tifoso, ma anche da persona rigorosa, dico che chi vuole forzare la mano, accampando un diritto di voto che – oggettivamente – non possiede, si assume la responsabilità di rovinare una bella giornata di sole. Alle primarie Pd possono votare quasi tutti. Non può votare, per regolamento, chi è candidato o chi simpatizza apertamente e pubblicamente, attraverso atti e azioni palesi, per una lista in competizione con quella del Pd. Non è una questione di parte, inutile insistere! Inoltre devo dire che chi, in un caso, ne ha consentito il voto, nonostante sia stato messo sull’avviso, ha commesso un errore e provocato un danno al partito, almeno nel mettere in atto un precedente. Chi insiste nell’intento, scomodando addirittura le forze dell’ordine, dimostra di volere scientemente provocare il maggior danno possibile al Pd, che è quello di metterlo in ridicolo dinnanzi all’opinione pubblica e rovinare una festa della democrazia, e come tale va condannato da tutto il Pd”.

Non fa nomi neanche il segretario provinciale del PD Juri Magrini che su Facebook scrive “il PD da Roma a Rimini è un solo partito con delle regole da rispettare e non un tram da cui si sale e si scende a piacimento” e cita il regolamento delle primarie dove tra i requisiti per votare è previsto dichiarare di “riconoscersi nella proposta politica del partito e di sostenerlo alle elezioni”.

Redazione Newsrimini

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