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Da Summerhill a Rimini, andata e ritorno

AppuntamentiscuolaRimini

27 aprile 2017, 12:33

È possibile dare vita a una scuola democratica? Mettere al centro i diritti e i desideri degli studenti? Con grande piacere il programma di approfondimento sociale “Come se fosse facile” ha ospitato nuovamente, dopo esattamente un anno, Micheal Newman, insegnante della scuola democratica inglese Summerhill, per rispondere a queste domande

Con lui Nelli e Phil, due studenti della scuola, rispettivamente di 15 e 14 anni. Tutti in Italia grazie a Renzo La Porta e all’associazione Lucertola Ludens che organizza esperienze di scambio tra Summerhill e l’Italia, portando anche gruppi di insegnanti ed educatori in Inghilterra.

Tra questi anche alcune educatrici della coop. sociale Il Millepiedi, compresa Sara Savoretti (coordinatrice Area infanzia della cooperativa), che stanno portando elementi dell’esperienza inglese in Italia e che sono state in visita a Summerhill in lo scorso giugno.

La prima esperienza di scuola democratica a Rimini è stata proprio la scuola per l’infanzia Anche se piove, gestita dalla cooperativa. Ospite in studio anche uno dei genitori dei bimbi che frequentano la scuola, Nicola Albini.

 

Racconta proprio il papà: “Ci sentiamo parte insieme ai nostri figli dell’esperienza della scuola. Questo è sicuramente un po’ più faticoso, richiede uno sforzo da parte di noi genitori. Ma è anche un valore aggiunto, che ci permette di essere coinvolti e partecipi. Penso ad esempio al progetto ‘Genitori a scuola’”.

A volte non è semplice farlo capire anche ad altri genitori – spiega. “Scuola democratica è associata al semplice non avere regole, mentre è molto di più”.

Ma la libertà, colonna portante di queste esperienze di scuola, si può insegnare? “La libertà non si insegna, ma si vive” dice Newman. “A Summerhill non c’è un adulto che accentra su di sé il potere, ma una condivisione”.

Non è un caso che gli studenti stessi esprimano la loro opinione sulla scelta degli insegnanti, come raccontano Nelli e Phil: “I nuovi insegnanti che si candidano per lavorare a Summerhill vengono incontrati da noi studenti. Dialoghiamo con loro e possiamo influenzare la scelta degli insegnanti da assumere”.

Gli studenti apprezzano soprattutto chi si pone in maniera autentica, genuina, senza indossare maschere.

 

Al termine del programma, Sara Savoretti ha anticipato anche alcune novità per il futuro: “Al momento la nostra scuola si rivolge ai bambini sino ai 6 anni, ma dal prossimo anno vogliamo avviare anche l’esperienza di una scuola primaria. È in partenza inoltre la ‘Scuola del mare’, una nuova scuola democratica a Viserba. Comune denominatore delle nostre scuole è l’idea che libertà non coincide con anarchia, ai bambini chiediamo di assumersi anche delle responsabilità. Il nostro obiettivo è quello di utilizzare i desideri e la curiosità dei bambini come occasione di apprendimento”.

Concludendo, con Newman, ci chiediamo: se la società prendesse spunto dai bambini e dai ragazzi delle scuole democratiche, non sarebbe forse migliore?

Silvia Sanchini

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