19 July 2018

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Operazione Rolling Bricks nata da fallimento della Mulazzani spa. Sequestro preventivo da 60 milioni

in foto: un momento della conferenza stampa

Un sequestro preventivo di beni per oltre 60 milioni di euro, 25 persone indagate, una delle quali oggetto della misura cautelare dell’obbligo di firma. È l’esito dell’operazione Rolling Bricks della Guardia di Finanza di Rimini nata dalla dichiarazione di fallimento del 2013 della società riminese “Mulazzani Costruzioni spa”, con sedi anche a Pesaro e Ravenna, operante su tutto il territorio nazionale enota per aver realizzato alcune tra le più grandi opere nel riminese e nel pesarese (gli stabilimenti Berloni, il Palazzo di Giustizia e la sede della BNL di Pesaro, il 105 Stadium di Rimini).
Prima della sentenza di fallimento, la società aveva avuto accesso alla procedura del concordato preventivo, poi revocato per inadempimento degli obblighi contratti col Tribunale di Rimini.
Le indagini delle fiamme gialle hanno coinvolto numerose società fornitrici di beni e servizi della Mulazzani spa e i rispettivi legali rappresentanti sono stati denunciati per concorso in bancarotta fraudolenta di tipo preferenziale, visto che erano destinatari di beni alienati dalla società fallita ma in danno degli altri creditori.
Le indagini hanno anche appurato, nei giorni prima della presentazione della domanda di ammissione alla procedura concorsuale, un’attività distrattiva che ha riguardato un albergo di Riccione ma anche la liquidità dai conti correnti aziendali, attraverso finanziamenti infruttiferi concessi dalla fallita a società partecipate riconducibili alla famiglia che ne deteneva le quote societarie.

Oggi i finanzieri di Rimini, con l’ausilio dei colleghi di Pesaro, Urbino e Fano, delle Tenenze di Cattolica e Senigallia e dei Gruppi di Ravenna e Aversa (CE), hanno dato esecuzione al provvedimento del G.I.P., notificando l’ordinanza di misura cautelare ad uno degli amministratori della “Mulazzani Costruzioni spa” e i provvedimenti di sequestro di 53 immobili e 22 terreni, quote societarie, cessioni di crediti e fidejussioni e saldi attivi di c/c riconducibili agli indagati per un ammontare complessivo di oltre 60 milioni di euro. Gli immobili sono a Rimini, Pesaro, Ravenna e Cavalese.

Andrea Polazzi

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