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Cultura Politica

"Graffia, graffia, qualcosa rimane?". Un nuovo libro per Nando Piccari

In foto: la copertina
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 2 dic 2015 16:10 ~ ultimo agg. 16:17
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Venerdì alle 17.30 alla Sala Isotta di Castel Sismondo a Rimini sarà presentato “Graffia graffia, qualcosa rimane?” (Panozzo Editore), il nuovo libro di Nando Piccari: una antologia di corsivi apparsi tra il 2007 e il 2015 che raccontano i fatti della storia locale e nazionale e i loro protagonisti.

Insieme all’autore interverranno il sindaco Andrea Gnassi, il parlamentare Sergio Pizzolante (personaggio, tra l’altro, spesso oggetto dell’ironia di Piccari), la scrittrice Lia Celi e il presidente della Fondazione Carim Massimo Pasquinelli.  L’attore Francesco Montanari leggerà alcune pagine del volume che sarà in libreria nei prossimi giorni.

 


La scheda del libro:

Non esiste la ‘grande politica’, quella che si svolge a Roma o nel Transatlantico o a Palazzo Chigi, e la ‘piccola politica’ che ne è solo una imitazione in scala ridotta. Per Piccari nei suoi scritti la politica è una sola, è un impegno personale consumato tutto ‘a casa sua’ per passione e non per pigrizia, per amore e non per paura di andare altrove”.

Sono le parole di Walter Veltroni, che ne firma la prefazione, ad invitare il lettore ad entrare nelle pagine di “Graffia graffia, qualcosa rimane?”, la nuova raccolta di corsivi (il volume è edito dalla Panozzo Editore) di Nando Piccari, riminese, classe 1948, storico ex dirigente del Pci ed ex amministratore locale, oggi membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Un volume che si apre con una dedica a Sergio Zavoli, “amico affettuoso e inarrivabile maestro, dispensatore di pensieri ed emozioni, come solo i poeti giornalisti sanno essere”, e che in 244 pagine propone una selezione di corsivi (oltre il centinaio) tratti dalle rubriche Così è… se non vi piace e Il tiro mancino, apparse rispettivamente sulle testate Chiamami Città e Nuovo Quotidiano di Rimini, dal gennaio 2007 al febbraio 2015. Con una unica interruzione, dovuta all’infarto che ha colpito l’autore il 23 marzo del 2012: quei “40 giorni in cui ci siamo persi di vista”, come ricorda Piccari in “Rieccomi”, del 3 maggio successivo.

Completano la raccolta alcuni articoli apparsi su Quiriviera.com e un “inedito”: un corsivo cassato nel 2010 da L’Unità di Bologna perché il bersaglio era la Commissaria Prefettizia Annamaria Cancellieri (“non è un’avversaria” spiegarono dalla redazione).

Graffia graffia, qualcosa rimane?” è una antologia di scritti, che viene dopo “Tre palle un soldo” (Maggioli Editore, 1988) e “Poveracce e Champagne” (Panozzo Editore, 2007), che ancora una volta permette di attraversare e rievocare periodi, vicende e protagonisti della storia politica e amministrativa non solo locale, “passati al contropelo” dall’autore con l’acume, la leggerezza, l’ironia anche feroce (ma mai offensiva) che lo contraddistingue. Così, in queste pagine, scorrono i “bersagli” politici, che corrispondono a volti più o meno noti della sfera nazionale e locale – dai “campioni” del centrodestra Gioenzo Renzi, Marco Lombardi e Sergio Pizzolante, al leghista Gianluca Pini, all’ex Pci/Pds/Pd Massimo Lugaresi, al riccionese Don Giorgio, ma anche Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, Fausto Bertinotti e Arturo Parisi… – e insieme a loro scorrono i fatti della nostra storia più recente: dalle elezioni politiche (del 2008 e del 2013), a quelle amministrative (del 2011 a Rimini), alle vicende del Palacongressi (“Gocce di tsunami leghista sul palas”), di Aeradria (“Ebbene sì, è il caso di gridare “al lupo, al lupo”!”), del Trc (“Pizzolante fa deragliare il metrò”), del Teatro Galli… . Non mancano le tirate d’orecchie anche in casa propria, al Pd, i “pensieri” sul futuro premier Renzi (“Lettera di un presunto conservatore”), o sulla galassia cattolica (“Cattoliconi e cattolicastri”). E poi testimonianze che ristabiliscono “verità storiche”: come quella sulla “patacata” pensata da Fellini su una presunta coreografia in suo onore inneggiante al più noto attributo femminile, “la gnocca”: “una gag di cui si rese protagonista Fellini in un incontro dei primi anni ’60 con il sindaco Walter Ceccaroni”, chiarisce Piccari, e non tanto una proposta fatta al sindaco Massimo Conti, come scrisse nel 2011 un giornale locale.


Nando Piccari è nato a Rimini nel 1948. Fra i leader studenteschi del ’68, è stato segretario della Federazione Giovanile Comunista Riminese, quindi esponente di primo piano di PCI, PDS e DS, ricoprendo in oltre quarant’anni di vita politica numerosi incarichi di partito, fra i quali Segretario provinciale e dirigente regionale del P.C.I.

Eletto tre volte Consigliere Comunale a Rimini, due a Montefiore Conca e una a Morciano, due volte Consigliere alla Provincia di Forlì e una a quella di Rimini, è stato Vicesindaco e Assessore di Rimini, Assessore al Comune di Montefiore Conca, Assessore Provinciale a Forlì, Vicepresidente e Assessore della Provincia di Rimini.

Ha svolto un’intensa attività giornalistica, curando rubriche sui quotidiani La Gazzetta di Rimini, Corriere di Rimini, Il Nuovo Quotidiano e sui periodici Chiamami CittàQUIRIVIERA.COM. Direttore di Radio San Marino e di vari periodici locali, curatore di pubblicazioni culturali, ha fatto parte del Comitato Regionale Radiotelevisivo (Co.re.rat) ed ha pubblicato tre libri.

Attualmente è componente il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, membro del Comitato Direttivo dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea della provincia di Rimini e del Consiglio Direttivo di ASCOR (Associazione Sostenitori Cardiologia Ospedaliera Riminese).