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Attualità Politica

Approvato bilancio. Brasini: ridotto debito e rilanciati investimenti. 5 Stelle: realtà che non esiste

In foto: Gian Luca Brasini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 12 minuti
mer 23 dic 2015 13:49 ~ ultimo agg. 24 dic 10:13
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Dopo le fondamenta (con i lavori su fogne e contenitori culturali) si passerà alla sistemazione di mobilità e traffico per lanciare un messaggio anche alle imprese. Senza dimenticare il welfare. Il sindaco Gnassi sintetizza così l’ultimo bilancio di previsione di questo mandato, approvato ieri con 17 voti favorevoli e 9 contrari dal consiglio comunale.

I punti fondamentali li ricorda l’assessore Gian Luca Brasini: equità e ridistribuzione del carico fiscale con una pressione complessiva stabile tra 2012 e 2015 (da 555 a 551 euro), spending review (i dirigenti sono passati ad esempio da 30 a 22 e la spesa corrente si è contratta), la lotta all’evasione (Rimini è prima in regione per segnalazioni). Ma soprattutto una politica degli investimenti consistente e con tempi di pagamento contenuti, 30 giorni. Il tutto, visto la continua riduzione di risorse, finanziato con i risparmi in parte corrente e i fondi intercettati da soggetti terzi come i quasi 10 milioni dal Governo per la vasca di laminazione Kennedy o i 7,5 dal Piano Città. “Soltanto in cantieri – ricorda l’assessore al bilancioabbiamo pagato in questi ultimi 4 anni ben 141milioni di fatture. Questo significa che il nostro piano degli investimenti non è un libro dei sogni e porta beneficio anche alle imprese. Il comune proprio per cercare di agevolare le imprese in crisi in questi ultimi anni ha messo in campo numerose iniziative come le agevolazioni Imu per opifici e capannoni produttivi, la no tax area, la rateizzazione a tassi quasi azzerati per le tasse locali. Abbiamo cercato di andare incontro a quel sistema che oggi è chiamato a rilanciare la città e l’occupazione.

Brasini evidenzia con soddisfazione anche la riduzione del debito: a fine 2016 sarà di 20 milioni di euro, dai 141 del 2011 ai 121 stimati a fine 2016.

Di tutt’altro parere i consiglieri del Movimento 5 Stelle che scrivono: il cittadino riminese – a maggio 2016 elettore – ogni giorno vede solo ciò che dal Palazzo dell’Arengo si decide di fargli vedere. E quindi il cittadino troppo spesso – e non certo per sua colpa – finisce per immaginare ciò che nella realtà non esiste.


 

. Alcuni dettagli del bilancio di previsione armonizzato 2016/2018 da parte dell’ufficio stampa del comune

L’azione amministrativa si è contraddistinta per il mantenimento di alcuni capisaldi: invarianza della pressione fiscale, nonostante il pesante taglio dei trasferimenti statali; il contenimento della spesa senza arretrare sul welfare; infine, un forte ritorno agli investimenti in opere strategiche, con 141 milioni di opere pubbliche finanziate dal 2011 al 2015. Capisaldi che si ritrovano anche nel bilancio previsionale 2016-2018, a partire appunto dalla scelta di non usare la leva tributaria e dunque mantenere inalterata la pressione fiscale, con la conferma di tutte le aliquote fiscali sulla base delle delibere approvate nel corso del 2015 e con tutte le agevolazioni che consentono di garantire una manovra equa. Rimini è il capoluogo della Regione con la pressione fiscale procapite più leggera, è tra i capoluoghi in Italia con l’addizionale Irpef più bassa (quarto su 102), e come già detto è al 18esimo posto su 102 comuni capoluogo per la miglior aliquota su capannoni e negozi. Si prosegue poi sul contenimento della spesa corrente, che sarà ridotta di oltre 2,6 milioni, ma che non inciderà sull’impegno dell’Amministrazione sui settori chiave del welfare, della pubblica istruzione e della sicurezza. Un capitolo questo su cui l’Amministrazione comunale ha investito in 4 anni oltre 150 milioni.

Continua inoltre la riduzione del debito, tagliato di oltre 20 milioni in 5 anni (compreso il prestito flessibile di 18 milioni per l’intervento PSBO “Ausa”).

Sul fronte degli investimenti, per il 2016 sono in programma opere per 41 milioni di euro. Attenzione particolare alla viabilità (rotatoria della zona Padulli, viabilità Santa Giustina, rifunzionalizzazione degli assi viari e la fluidificazione del traffico), oltre a interventi importanti come Piazza Malatesta (1,7 milioni), il primo stralcio del Parco del Mare (1.657.000), Anello Verde e pista ciclabile di via Coriano (1 milione ciascuno) e gli impianti sportivi (palazzo dello sport e palestra Villaggio I Maggio, 1.640.000).

 

. Le dichiarazioni del sindaco Gnassi e dell’assessore Brasini

“Si tratta dell’ultimo bilancio di questo mandato – sottolinea l’assessore Gian Luca Brasinied è quindi anche una bussola per capire su quale direzione ci siamo mossi in questi cinque anni e quali sono le traiettorie che abbiamo indicato per i prossimi anni. Lasciamo un bilancio sano e una mole di investimenti in grado di completare il percorso di cambiamento della città e dare ottime basi per il futuro” .

“Non è solo uno strumento contabile – aggiunge il sindaco Andrea Gnassiquesto bilancio, che chiude un ciclo, rende plasticamente l’idea di città che ci ha mossi fino a questo momento. Una città ricostruita da fondamenta solide quali il sistema fognario, lo stop al cemento, i motori culturali, il consolidamento dell’impegno su tutta la sfera del sociale e oggi anche la mobilità, altro pilastro della nostra idea di Rimini. Nel bilancio non c’è non solo il completamento del ‘Fila dritto’, per lo snellimento del traffico dalla Fiera a Miramare, ma soprattutto opere importanti come le rotatorie sulla statale 16 e la nuova infrastruttura a Santa Giustina. E’ inoltre il bilancio con il quale diamo un messaggio alle imprese: non solo sostegno attraverso agevolazioni e contributi, ma nuove opportunità grazie agli investimenti, a partire dal progetto del Parco del Mare, la sfida che ci attende per il prossimo futuro”.

“Nel corso di questi anni – prosegue Brasini – abbiamo cercato di sostenere il mondo del lavoro con gli strumenti a nostra disposizione. Da una parte agevolando le imprese sul fronte dei tributi, attraverso iniziative come la no tax area per le nuove imprese, la non applicazione della Tasi sugli altri immobili (principalmente attività commerciali), le agevolazioni Imu (Rimini è al 18esimo posto su 102 comuni capoluogo per la miglior aliquota su capannoni e negozi), la cancellata l’imposta di scopo per fabbricati diversi dalla prima casa e la possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte a tassi agevolati. Sul fronte degli investimenti inoltre, ricordo che il Comune paga in media le imprese entro i 30 giorni. C’è poi tutto il campo di aiuti ai lavoratori colpiti dalla crisi o disoccupati: dall’inserimento lavorativo per le categorie svantaggiate, passando per i contributi per garantire il diritto allo studio dei figli dei lavoratori in difficoltà”.


 

Il commento di Mattia Morolli (capogruppo PD)

“Un bilancio coerente con quanto già fatto in questi anni e che lascia alla città dei segni di futuro. Il bilancio votato ieri sera è la perfetta continuazione delle volontà amministrative portate avanti in questi anni. Sono tre i cardini principali: investimenti molto forti per quanto riguarda i cantieri, che sono un segnale forte sia nel rapporto con le imprese locali, per quanto riguarda problemi cronici come mobilità e sistema fognario, il tema dell’istruzione sia legato alle scuole elementari e medie con la manutenzione e sia con l’investimento legato ai poli universitari e di eccellenza didattica. Il terzo è legato agli investimenti di riqualificazione delle varie zone della città, dalle piazza del centro alle prossime chiusure degli scarichi a amare a rimini nord alle scuole e palestre a rimini sud.
Un Bilancio di resistenza anticiciclo che, dopo 4 governi e 74 normative, che hanno indebolito le finanze locali, ha invece dato una risposta concreta ai cittadini, alle imprese, offrendo un’idea di futuro per Rimini.
Non è un banale Bilancio di fine mandato, capiamo e avvertiamo la paura delle opposizioni.
Ormai sono schiacciati dal fatto che la città ha la netta consapevolezza che questa stagione amministrativa ha portato a casa progetti fondamentali (in continuità con le Giunte precedenti). Ed infine le opposizioni non hanno risposte, sono immobili davanti al fatto che Rimini si è rinnovata in questi 4 anni. Il gioco della protesta è un gioco pigro. Noi, come PD, preferiamo concentrarci sul futuro di Rimini e della sua comunità”.


 

IL COMMENTO DEI 5 STELLE TRASMESSO DAI CONSIGLIERI FONTI, FRANCHINI E TAMBURINI

GIANLUCA TAMBURINI (CAPOGRUPPO M5S): “Tempo di bilancio e tempo di bilanci. Visto che questo è l’ultimo del mandato. Bilanci, a nostro avviso, fallimentari: l’aggettivo che meglio di tutti descrive la quotidianità. E anche, purtroppo, molte notizie di cronaca.
Non si è sentito quasi altro in questi cinque anni. L’elenco è interminabile. Fallimenti politici, giudiziari, culturali, sociali. Abbiamo una città più povera, più divisa e più insicura. Una Rimini più fragile.
Questo è il primo bilancio che vogliamo evidenziare. Perché quando si parla di bilanci non si discute solo di cifre e di risorse ma anche di risultati e obiettivi.

Siamo una città meravigliosa, con tante risorse e ricchezze che si scopre più litigiosa, frustrata e meno sorridente, una città in cui tutto viene deciso da poche persone, chiuse dentro le loro stanze, mentre tutte le altre sono fuori. Senza possibilità di essere ascoltati o di far sentire la propria voce. Un po’ come succede in questo Consiglio Comunale. Organo di rappresentanza dei cittadini piegato a annichilito agli interessi dell’amministrazione, con la collaborazione e la complicità del Presidente del Consiglio e di una maggioranza che ha rinunciato alla propria funzione di contrappeso del potere del Sindaco, abdicando dal ruolo di protagonista politico che avrebbe dovuto invece rivendicare. Mentre le minoranze subiscono la concezione della democrazia da scuola elementare del PD: ‘abbiamo i voti’, ‘abbiamo i numeri’. E facciamo come vogliamo. E allora a nulla serve fare proposte, dare contributi. Tutto viene bocciato. In occasione di tutti i bilanci previsionali abbiamo presentato emendamenti. Decine di emendamenti. Sempre tutti bocciati. Nemmeno uno accolto. E allora a cosa serve questo approccio costruttivo se non otteniamo altra risposta dal PD che non sia lo schiacciare il bottone del ‘no’? E infatti quest’anno abbiamo rinunciato. Siamo certi che dentro di voi la riterrete una vittoria e non una sconfitta alla partecipazione democrazia di un atto importante per la città. Esultate pure se volete.

Durante la discussione sul bilancio il Sindaco non ha ascoltato nemmeno uno dei nostri interventi. Mai seduto al suo posto. Questo è il vero marchio di fabbrica di questa amministrazione arrogante e prevaricatrice.

Intanto nella città, quella reale, le piccole attività di prossimità chiudono. Annientate dai centri commerciali che continuano a crescere e fiorire a Rimini. Grandi marche se ne vanno preferendo comuni vicini.
Sono rarissimi i casi di aziende che scelgono di venire a localizzare o a investire a Rimini, e quelle eccezioni (in queste ore abbiamo letto il caso dell’azienda di software alle Celle) vengono evidenziate con articoli quasi increduli.
Molte attività ricettive non hanno ormai più mercato. A nord e a sud molte sono chiuse e in stato di quasi abbandono. Circondate da degrado e da lungomari che invece di valorizzare la nostra località, squalificano la nostra offerta turistica e su cui, in cinque anni, nonostante le promesse, non è stato fatto nulla. Nemmeno la sostituzione di semplici arredi urbani risalenti ormai a decenni fa.

Dal lato degli investimenti la nostra città ha bisogno di una crescita qualitativa, di riqualificazione, di azioni che uniscano e avvicinino al centro. Che le facciano sentire meno lontane e abbandonate le periferie. Obiettivo miseramente fallito. Così come nei bilanci precedenti tutti gli investimenti cadono intorno al Ponte di Tiberio. Alle zone periferiche meno delle briciole.

Alcuni dati che vorremmo evidenziare: Il programma dei lavori pubblici 2016 prevede minori investimenti: 33 milioni contro i 40,5 del 2015. La voce ‘riqualificazione urbana’ prevede lo stanziamento dal bilancio comunale di 2,430 milioni di euro che andranno quasi completamente in centro storico: 1,7 milioni per Piazza Malatesta e altri 500 mila per altre piazze del centro. Le briciole, appunto, al resto della città. Che continueranno a convivere con il degrado. E mentre investiamo tutte le risorse sul centro storico, contemporaneamente esso diventa sempre meno accessibile: sempre meno i parcheggi; nulli o quasi gli investimenti per mezzi pubblici adeguati (i peggiori della regione); insufficienti gli sforzi per collegarlo con piste ciclabili; in stato di abbandono le postazioni di bike sharing.

Poche idee ma confuse. Grandi slogan ma piccole azioni. Questo il bilancio”.

MARCO FONTI: “UNA NOTA PERSONALE. Mi sono insediato il 26 di Marzo, con solo l’ultimo anno di andato a disposizione per capire e per potere incidere positivamente. Non è stato facile salire su un treno già lanciato, ma sono soddisfatto. Un concetto importante che vorrei i miei concittadini facessero proprio è che devono riprendere a fare politica, a interessarsi della propria Città. Tutti gli Atti e i Documenti che mi sono trovato a studiare e cercare di comprendere in questo periodo sono pubblici, e danno modo di comprendere perfettamente molto di più di quanto si possa fare semplicemente ascoltando le parole dei nostri Amministratori o di qualsiasi altro politico. Lì ci sono i fatti, conosciamoli.

SICUREZZA. Non sono programmati investimenti di rilievo nel nostro Comune volti a migliorare la sicurezza. A parte un upgrade della Sala Radio e una rivisitazione dei processi interni, non sono state messe a disposizione risorse per la nostra Polizia Municipale. Il Corpo non si occupa solo di fare multe o la viabilità quanto il traffico è intenso. Operazioni anti abusivismo, Ordine Pubblico, Tributaria, gli Agenti sono impegnati a 360° insieme alle FFOO per rendere la nostra Città più vivibile, in un momento in cui, visti anche i dati sulla microcriminalità, non è così. E’ mia opinione che un appeal turistico sia funzione di una serenità nella quale trascorrere le vacanze e che una città sicura deve essere alla base di ogni politica degli eventi.

INVASO PONTE DI TIBERIO E PORTO CANALE. Un argomento specifico, un pezzo di Città buttato. Banchine malamente costruite in un Progetto che porta la data del 1976, lasciate andare in malora per 40 anni, a ridosso di uno dei simboli della nostra Città. Imperdonabile. Ora che si decide di riqualificare l’area, l’intervento è limitato solo a una piccola parte, e con uno sviluppo anche peggiore del disastro di 40 anni fa. Fermiamoci e riflettiamo bene. Con l’apertura del nuovo anno, dietro nostra richiesta, la 3 Commissione si occuperà di visionare il Progetto di riqualificazione e le nostre proposte e forse, finalmente, ripartire da dove si sarebbe dovuto al quel tempo…”

CARLA FRANCHINI: “VIABILITA’: oggi abbiamo una città fatta di cantieri, che spesso occupano molto più dello spazio che sarebbe necessario. I “guru di Palazzo” (quelli per intenderci a carico dei contribuenti) credo abbiano pensato al messaggio mediatico: più grande è il cantiere più grande è l’opera! (Cfr. Teatro Galli). L’asse mediano: ad oggi le opere realizzate non hanno migliorato la viabilità. Questo i cittadini lo sanno bene. Le rotonde (alcune delle quali è persino difficile considerare tali) non sono affatto la panacea di tutti i mali. Anzi, notoriamente le rotonde “funzionano” solo se le strade su cui insistono non hanno la medesima intensità di traffico. Ciò che è a Rimini è mancato fino ad oggi e manca tutt’ora è la scientificità dell’approccio sul tema della viabilità. Le opere pubbliche cantierate non sono state precedute da studi sulla loro efficacia. In alcun città la viabilità è stata affidata ad esperti specializzati (pochi in Italia) del settore che fanno le simulazioni di traffico e queste città hanno registrato un deciso miglioramento della viabilità. Oggi e domani a Rimini avremo tante rotonde (alcune definibili tali solo perché non sono quadrate, ma non certo per le dimensioni), ma non è dato sapere se la viabilità sarà migliore. Ad oggi di sicuro non lo è.

PARCO DEL MARE. Rimini è nata nel dopo guerra grazie alla fantasia e alla forza degli imprenditori riminesi, molto meno per la lungimiranza dei suoi amministratori! Oggi spero davvero saranno ancora una volta loro, gli imprenditori del mare, a far uscire Rimini dal primato del lungomare più antico della Costa. Confido che in questo processo sia dato massimo spazio al dialogo con coloro che investiranno con risorse proprie. Credo che le manifestazioni di interesse si potranno trasformare in interesse reale solo se sarà dato sufficiente margine decisionale agli investitori.

QUALITA’ DELL’ARIA. Non è possibile sperare nella pioggia per l’abbassamento del PM10. E non è possibile sentire che c’è poco o nulla da fare. Si può e si deve. Certamente valutando la gratuità dei trasporti pubblici nei giorni di blocco della circolazione e implementando il parco mezzi di START ROMAGNA – decisamente vetusto quello di Rimini – con veicoli non inquinanti.

LAVORO. Tema da affrontare immediatamente con tutte le parti sociali per uscire dal record riminese poco confortante. Rimini ha un tasso di disoccupazione dell’11,1%, contro il dato regionale pari a 8,3%.

SOCIETA’ PARTECIPATE. Sono state ridotte? Pare proprio di no! A meno di voler considerarne una (Aeradria) che avremmo preferito continuare ad avere. Molto è ciò che si può fare, quasi nulla ciò che è stato fatto. Un esempio per tutte? Romagna Acque e AMIR. Che senso ha avere due società una per gestire e una per gli asset (proprietà)? In termini di efficienza nessuna, ovviamente i posti a sedere nelle poltrone diminuirebbero. Il che sarebbe oltre che auspicabile.

I TRASPORTI. Il TPL (trasporto pubblico locale) riminese ha un parco veicoli che parla da solo. A inizio anno lo vedremo in II commissione. Eppure la tariffe del TPL e gli abbonamenti sono decisamente alti. Basti pensare che fare un biglietto sull’autobus costa 2 euro contro 1,5 di Bologna.

SICUREZZA. Le politiche sulla sicurezza non risultano pervenute. Facendo un bilancio di questi anni vediamo poco o nulla che faccia pensare ad una politica vera per la sicurezza urbana. I dati sono già stati resi noti. Eppure ci sono dotazioni da svariate migliaia di euro – acquistate con fondi regionali – che se utilizzate come si dovrebbe e in collaborazione con le altre F.O. potrebbero fare la differenza. La sicurezza che leggiamo nel bilancio è solo quella dei numeri. “Multe” Preventivo anno 2015: 7 milioni di euro. Quelle poi realmente incassate sono state molte di più! (Euro 11.144,500). Previsione 2016 (approvata ieri) 9 milioni e 500.000. Incremento del 35%. Se poi leggiamo questo dato con quello che abbiamo letto sulla stampa (l’acquisto del “killer della sosta”) è facile capire che per la Giunta Gnassi il metodo per contrastare la sicurezza sono i divieti di sosta! La decisa riduzione dei parcheggi in centro storico, in assenza di una alternativa (parcheggi scambiatori e riduzione delle tariffe del TPL) unita alla politica della guerra con le soste hanno determinato una forte flessione delle attività economiche. La sicurezza stradale è sicuramente importante, ma vedo decisamente più rischiose, e quindi da contrastare, le violazioni come la mancanza dell’assicurazione o della velocità non certo le soste!

LA SALUTE DEL MARE. Per il PSBO (piano della salvaguardia della balneazione) affidato ad HERA (!!!) bisogna ringraziare prima di tutto i riminesi, i loro figli e i loro nipoti. Coloro cioè che lo pagheranno con incremento (a breve) delle bollette dell’acqua. Dopo decenni di inerzia la sanità del mare era ormai indifferibile, pena fine della balneazione. Su questo mi sento di lanciare una proposta a tutte le forze politiche di tutti i livelli istituzionali: la sanità del mare non può essere affidata alle sole risorse economiche dei cittadini delle coste italiane e ai sindaci dei comuni costieri. Il principio di derivazione comunitaria “Chi inquina paga” deve essere applicato anche al mare. E il mare che noi sanifichiamo e bonifichiamo non è “sporcato” dai soli riminesi. Tutte le città italiane sono concausa dell’inquinamento del mare e tutti i cittadini devono sostenere l’onere economico. Pertanto in una logica di grande vision vorrei che partisse proprio da Rimini la richiesta di costituzione di un fondo perequativo a livello governativo per garantire a tutti i comuni italiani della costa le risorse per la sanità di tutte le coste italiane. Non è più possibile affidare ai soli sindaci – o meglio ai sindaci lasciati soli – un tema così strategico.

Se la sanità del mare, di tutte le nostre coste, gravasse sulla fiscalità generale degli italiani – le risorse destinate allo scopo sarebbero un importante motore dell’economia del Paese.

Presenteremo presto una proposta. Almeno questa volta – per il bene di questa città – votate sì”.