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Casteldelci: scrigno di bellezza

di Redazione   
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mer 27 ago 2014 12:15 ~ ultimo agg. 29 ago 17:40
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L’entroterra riminese, ancora troppo poco valorizzato, nasconde luoghi straordinariamente suggestivi. A circa un’ora abbondante di auto dal centro di Rimini, attraversando il Montefeltro e l’Alta Val Marecchia si raggiunge Casteldelci.
Una storia millenaria (dagli antichi romani al Conte Uguccione, dal Duca di Montefeltro ai partigiani della seconda guerra mondiale) e un punto di incontro tra l’Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana.

Un piccolo borgo in pietra che conta 450 abitanti, abbarbicato su un rilievo a circa 600 metri sul livello del mare, circondato da una natura verde e rigogliosa. Un luogo ricco di fascino e di ricordi.
Scrigno di bellezza” è il titolo che fa da cornice agli eventi promossi per l’Estate di Casteldelci: camminate nella natura, incontri e momenti di intrattenimento, proiezioni di film, mostre d’arte e di artigianato e molto altro ancora.
Tra le iniziative l’apertura della Casa Museo di Casteldelci, un vero scrigno che custodisce reperti archeologici dalla Preistoria al Medioevo, allestita anche per accogliere mostre contemporanee di artiste che hanno realizzato gioielli artigianali preziosi: la toscana Cinzia Verni, la siciliana Simona Rinciari, la romagnola Antonella Chiadini.

Lo scorso 16 Agosto è stato proprio il turno di Antonella Chiadini ad inaugurare la mostra dei suoi gioielli artigianali: “Le Cartierine” che rimarrano custoditi alla Casa Museo fino al 30 Agosto p.v.
“Le Cartierine” sono gioielli realizzati con materiale di recupero (carta di giornale, vecchie reti da pesca, filati, semi…) e sono destinate a sostenere progetti di solidarietà, nel rispetto dell’ambiente e della natura.

Racconta l’autrice, Antonella Chiadini, già medico pediatra all’Ospedalino dei Bambini/Aiuto Materno e giornalista scientifico dalla personalità ecclettica e sfaccettata: “La creatività non mi è mai mancata così come la manualità. Le Cartierine sono nate di recente, ma non per caso, perché il riciclo creativo mi affascina e mi consente di esprimere me stessa. E cosa c’è di più bello che concretizzare le proprie passioni e riuscire anche a dare un piccolo contributo “sociale”? Non parto mai da un progetto predefinito né seguo degli schemi, perciò realizzo pezzi unici e irripetibili. Mi lascio trasportare dalle mie sensazioni ricercando l’armonia dei colori e dei materiali”.

Una poetica dal forte valore simbolico e culturale sottesa a queste creazioni, che la pedagogista Antonia Chiara Scardicchio ha così descritto: “A volte la grandezza si traveste da leggerezza. Visibile solo a chi la sa guardare. E le Cartierine sono lo specchio di chi sa guardare e riguardare”.
Le Cartierine sono così preziose non solo perché sostengono i progetti di solidarietà della Fondazione San Giuseppe ONLUS ma anche perché portano un messaggio: ogni cosa può avere una seconda vita, ognuno merita una seconda possibilità.

Silvia Sanchini

lecartierine.wordpress.com

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