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Rimini

Alfad, i lavoratori ancora senza certezze. 'Non dimenticatevi di noi'

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dom 3 ago 2014 09:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Dalla lettera dei dipendenti Alfad:

“Il 20 giugno 2013 la società presenta presso il Tribunale di Rimini la domanda di ammissione al Concordato in bianco e contestualmente in accordo con i sindacati, viene richiesta la cassa Integrazione straordinaria per crisi aziendale per circa il novanta per cento dei dipendenti. Questa procedura di fatto congela tutte le posizioni creditrici sia esse di dipendenti, collaboratori, fornitori, banche – si legge nella nota di un gruppi di lavoratori interessati -. Il tribunale accoglie la richiesta di ammissione al concordato e concede all’azienda di presentare il piano entro 120 giorni. Prima della scadenza dei 120 giorni, la società chiede e ottiene dal tribunale ulteriori sessanta giorni. Finalmente gli ultimi giorni di dicembre del 2013, la società presenta al tribunale il piano concordatario di ammissione al concordato. Il Tribunale convoca una prima udienza a febbraio 2014, nella quale non viene presa nessuna decisone. Il 29 maggio 2014 è convocata un’altra udienza e anche in questo caso non vi è nessuna decisione; nel frattempo la cassa integrazione iniziata il 20 giugno 2013 termina il 20 giugno 2014 e questo tipo di ammortizzatore sociale decade. In mancanza di una decisione del tribunale di ammissione e/o di fallimento della società, non è possibile riattivare la casa integrazione e inoltre non è possibile per i dipendenti poter accedere al Fondo di Garanzia dello Stato per richiedere il pagamento del Tfr. Nel frattempo la società invia una lettera ai dipendenti nella quale si fa riferimento al non rinnovo della cassa integrazione e alla decisione di non porre i dipendenti in mobilità, in quanto non essendosi ancora espresso il tribunale in merito all’istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo, e quindi a far data dal 21 giugno 2014 i dipendenti sono sospesi dal lavoro senza erogazione della retribuzione in attesa di poter ricorrere ad una successiva cassa integrazione per procedure concorsuali”.

 
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