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gio 17 lug 2014 11:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Tra 2013 e 2014, ricorda Affronte, il governo croato ha compiuto prospezioni geologiche che hanno condotto alla scoperta di giacimenti di idrocarburi ed ora ha ufficializzato un’asta per l’assegnazione delle licenze per l’estrazione nelle 8 aree individuate. E la stessa via sembra voler intraprendere anche il governo italiano. Da Affronte arriva allora la richiesta alla Commissione Europea: se e in che modo, chiede, sono stati valutati gli effetti prodotti sugli ecosistemi marini e sugli habitat vulnerabili, di quali strumenti dispone l’UE per effettuare una sorveglianza sulla sicurezza di queste strutture?
L’Adriatico, ricorda infatti l’eurodeputato, “è un ambiente naturale di estrema importanza, una culla di biodiversità anche per specie protette come Cetacei e tartarughe marine, e una ricchezza che sostiene anche economie essenziali come il turismo e la pesca. È anche, per le sue caratteristiche oceanografiche e ecologiche, un insieme di ecosistemi molto fragili e delicati, già sottoposti a molte forme di gravi impatti ambientali: overfishing, inquinamenti, intenso traffico navale, presenza di piattaforme per l’estrazione di gas naturali e rigassificatori.”

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di Simona Mulazzani
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