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La personale di Zur Lippe apre il percorso di Agenzia NFC

Rimini

20 settembre 2012, 16:19

La personale di Zur Lippe apre il percorso di Agenzia NFC

La vernice è in programma venerdì alle 18 all’open space di agenzia NFC in via XX Settembre 32 a Rimini, nella Galleria Gorza. Sabato alle 20 è in programma un incontro con l’autore dal titolo “IL gesto e l’impronta”, domenica alle 21 il talk “Rapporti di un’altra origine” con Rudolf zur Lippe e Alessandro Giovanardi
Il prossimo evento, dal 28 al 30 settembre, sarà
la personale “Da mare a mare. Viaggio poetico nella fotografia di Riccardo Varini”, a cura di Alessandra Bigi Iotti e Giulio Zavatta
La vernice venerdì 28 settembre alle 18;
domenica 30 settembre ci sarà reading poetico di Sabrina Foschini.
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Rudolf zur Lippe. Di nobile famiglia, dal 1960 il principe Rudolf zur Lippe fu allievo di Charles Fried Graf Dürckheim. Si è laureato nel 1965, ha lavorato come redattore a Propilei-Verlag indi all‘Istituto per le culture musicali extra-europee. Nel 1973 si é abilitato in filosofia sociale ed estetica alla Facoltà di Filosofia dell‘Università di Francoforte. Dal 1971 al 1976 ha insegnato filosofia, sociologia presso la Cattedra di Teoria culturale. Dal 1974 è stato docente di Estetica presso l’Università di Oldenburg. Nel 1981-82 è stato Fellow presso l‘Institute for Advanced Study di Berlino e ha partecipato alla fondazione dell’Istituto di antropologia. E’ stato direttore della rivista “poiesis. modi pratici e teorici di auto-educazione estetica” e ha coordinato iniziative culturali di prestigio. Nel 2005, insieme a Hans-Peter Duerr e Daniel Dahm, è stato co-autore del Manifesto di Potsdam e del Memorandum di Potsdam. Dal 1956 è membro del Corpo Saxonia Göttingen. Nel 1964 alla Galerie Grisebach ad Heidelberg, Albert Schulze Vellinghausen paragona Rudolf zur Lippe a Ben Nicholson, definendone il lavoro un’opera dalla pennellata vitale, dove non vi è un inizio e non vi è una fine … dove tutto è la conseguenza di tutto, come in un cerchio.
Dopo decenni di sperimentazioni diverse – creazione di collage, di film, di esposizioni su argomenti scientifici, di disegni ecc. – dal 2003 Rudolf zur Lippe si concentra su pennelli e inchiostro cinese su rulli, solitamente di una lunghezza di tre metri. Le sue opere sono movimento e leggiadria: si trasformano in figure e movimenti seguendo, col pennello, le energie accolte sui rulli di carta. Si creano così “Ordini diversi“. Dice Adorno: “La forma di ogni utopia artistica, è fare cose di cui non sappiamo cosa sono“. Le opere di Rudolf zur Lippe sono caratterizzate da una continuità e fluidità nei movimenti, non seguono schemi rigidi … questo perché l’artista è abituato a riflettere e a rapportarsi in diversi campi. Infatti Rudolf zur Lippe è anche uno stimato filosofo, storico ed economista. Il pittore segue il suo istinto e trasmette sui rulli le sue emozioni e le esperienze passate creando opere d’arte di una raffinatezza e di una sensibilità ineguagliabili.
Le sue istallazioni hanno ricoperto la facciata bruciata della Biblioteca di Sarajevo, le mura all´interno della chiesa “Marktkirche” di Hannover e quelle nelle miniere Kane a Rammelsberg. Ora, Rudolf zur Lippe è collegato alla WerkstattGalerie di Berlino; vive e lavora a Kloster Hude e Berlino.

Riccardo Varini nasce nel 1957 a Reggio Emilia, città dove vive e lavora. L’amore per la natura e per le cose semplici gli è stato tramandato dal padre Luigi con il quale nell’infanzia trascorre lunghi pomeriggi sul Po o sugli Appennini. Dopo un iniziale avvicinamento alla pittura, alla musica e alla poesia, dal 1978 si dedica anche alla fotografia, passione che diviene vera e propria ricerca artistica dopo avere conosciuto, nel 1984, Luigi Ghirri, il Maestro del paesaggio e della fotografia “di concetto”. Con lui condivide l’attenzione per il dettaglio quotidiano e per la natura e l’importanza dell’inquadratura, ma non dimentica la luce, la sobrietà e un certo tipo di tempo sospeso o della memoria proprio dei chiaristi della scuola di Giorgio Morandi e, in particolare, del conterraneo Gino Gandini. Da queste fonti sviluppa un proprio stile personale: rarefatto, essenziale, dai toni smorzati e privo di rumore o movimento. In una parola, poetico. Dopo numerose mostre, nel 2006 apre la prima Galleria di Fotografia a Reggio Emilia, che diviene in breve punto d’incontro di numerosi fotografi e dove tiene corsi sulla composizione. Nel 2007 il prof. Arturo Carlo Quintavalle lo invita ad archiviare le sue opere presso lo CSAC (Centro Studi e Archivio della comunicazione dell’Università di Parma), dove sono ospitati i grandi nomi della fotografia italiana. Nel 2008 viene chiamato ad esporre a Parigi e a Nantes, e a tenere seminari alla IULM di Milano. Nello stesso anno viene pubblicato da Meridiana (con presentazione del prof. Quintavalle) il volume “Silenzi”, raffinata raccolta delle sue “geometrie sentimentali” sviluppata in trent’anni di lavoro (1978-2008). È Cristina Franzoni di Zoom Magazine, a parlare per prima delle “geometrie” di Riccardo Varini, incitandolo a continuare e ad esporre in Italia e all’estero. I riconoscimenti arrivano dopo la personale allestita alla Galleria Parmiggiani di Reggio Emilia, premiata dalla critica e dal pubblico di Fotografia Europea 2009. Nello stesso anno Duccio Grassi Architects gli commissiona una ricerca fotografica sul nuovo, grande negozio di Max Mara a Milano. Seguono, in anni recenti, le esposizioni “Da qui al mare”a Ravenna (2011) e presso i Magazzini del sale di Cervia (2012) e “Fotografie”presso la Galleria Libreria Einaudi a Mantova (2012). Selezionato da un comitato internazionale di critici e curatori, nel 2012 ha preso parte alla seconda edizione di MIA – Milan Image Art Fair, dove una delle sue opere della serie “Silenzi” (1992), l’Alberino (come lui lo definisce), è stata scelta dalla rivista francese Le Monde come simbolo del Mia Fair 2012. Attualmente sta lavorando ad un importante progetto ispirato al pittore americano Edward Hopper e al suo “teatro del silenzio”.

www.agenzianfc.com

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