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Sigilli al bagno 55 per innovazioni abusive. I titolari: ‘Mappe incongruenti’

CronacaRimini

19 giugno 2012, 12:31

La decisione della Procura fa seguito ad alcuni controlli che erano stati eseguiti nel settembre 2011. Secondo il resoconto della Guardia Costiera, il titolare “ha eseguito nel tempo modifiche delle strutture balneari in uso destinando le cabine spogliatoio a deposito merci varie, officina, impianto fotovoltaico ed altro, installando, altresì, nuove strutture balneari in violazione della normativa edilizia, ambientale, paesaggistica”
19 in tutto le parti interessate al sequestro: diversi gazebi, un campo da beach volley, alcune aree pavimentate, alcune docce, palme ad alto fusto e cabine. C’è anche un tavolo da ping pong in cemento.
“Abbiamo contattato i nostri tecnici e legali per le verifiche sulla documentazione trasmessa, per verificare eventuali errori, in particolare su fontane e docce” spiega Fabio Pezzei, uno dei soci. E anche il fratello Paolo vede in una discrepanza tra documentazioni la causa del seqestro: “Abbiamo carte timbrate e vidimate dagli uffici comunali”. In attesa di chiarezza, un amaro commento: “Non è proprio questo il momento per fare queste azioni, nel pieno di una stagione dove già lavoriamo al 35-40% in meno”

E la notizia si è subito diffusa tra gli operatori, è cominciato un tam tam telefonico. Bollente questa mattina il telefono dell’assessore competente, Roberto Biagini, che è andato in spiaggia per leggere le carte dell’atto notificato dalla Capitaneria. Si tratta del primo sequestro della stagione, dopo la tormentata primavera della sanatoria in spiaggia, anche se in questo caso si parla di incongruenze tra mappature.
Proprio di recente i titolari del bagno 55 hanno presentato una richiesta di demolizione delle parti non conformi al piano spiaggia. La richiesta è stata protocollata un paio di settimane fa.
Intanto i gestori dei vicini stabilimenti sono venuti in soccorso del collega: il bagno 54 ha messo a disposizione le docce, ma si sono fatti sentire anche da cinque bagni più in là, ci tiene a raccontare Paolo Pezzei: “Mi hanno offerto anche le attrezzature per sistemare la spiaggia. I nostri magazzini hanno i sigilli”. I titolari chiederanno comunque il dissequestro almeno per le docce e i servizi essenziali per i turisti.

(newsrimini.it)

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