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Politica Rimini

Primarie PD. Gnassi chiede che i seggi siano aperti a tutti i riminesi

In foto: Primarie aperte a tutti, anche ai non iscritti al Partito Demoicratico. A lanciare l'idea è Andrea Gnassi che propone anche, in vista del 12 dicembre, di moltiplicare i seggi non limitandoli ai circoli ma spostandoli vicino a dove la gente vive e lavora.
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sab 13 nov 2010 13:42 ~ ultimo agg. 00:00
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Gnassi propone quindi di non chiedere a chi si presenterà al seggio l’adesione al partito ma solo l’impegno a ritornare a votare il Sindaco scelto come candidato alle primarie.

La nota stampa di Andrea Gnassi

“E adesso anche per le primarie, una botta d’aria fresca, e perché sia concreta ecco la proposta. Le primarie devono essere quanto di più aperto possibile. Dobbiamo avere il coraggio di aprirci, di ritrovare il rapporto con i riminesi, tutti, nessuno escluso. C’è un fuga dal voto, un problema di relazione tra cittadini e politica con i suoi meccanismi autoreferenziali e spocchiosi. Per questo propongo che i punti, i seggi, i luoghi dove i riminesi possono andare a votare il 12 dicembre, siano moltiplicati rispetto alle analoghe esperienze del passato e dunque non più limitati ai circoli e ai luoghi canonici. Propongo, se si vogliono veramente ritrovare molti riminesi, che i seggi siano anche e soprattutto dove la gente vive, lavora e si ritrova normalmente. Servono regole, ma occorre anche fare uno sforzo e trovare il coraggio per realizzare una giornata di partecipazione che potrà essere storica. Propongo anche che non ci siano limitazioni, filtri e vincoli di partito. Propongo cioè, che alle primarie possano votare il candidato Sindaco tutti i riminesi senza chiedere loro all’atto del voto adesioni di appartenenza (che sarebbero solo sulla carta) al centrosinistra o un partito, ma sia chiesto un semplice impegno a ritornare a votare il Sindaco scelto come candidato alle primarie. Questo non solo perché alle elezioni vere votano tutti, ma perché le primarie siano un momento di partecipazione di tutta la collettività, oltre gli steccati dei partiti e perché siano un atto di democrazia partecipativa messo a disposizione del più vero e nobile civismo che potrà così riconquistare anche chi oggi è deluso e lontano dalla politica”.