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Pescatore annegato: disposta l'autopsia. Il sindacato interviene sulla sicurezza

In foto: Il corpo di Renato Pecci, il pescatore 46enne ritrovato senza vita questa mattina a quasi due miglia dalla costa riminese, sarà sottoposto ad autopsia per stabilire se la morte sia dovuta ad annegamento o ipotermia.
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gio 25 nov 2010 17:38 ~ ultimo agg. 00:00
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L’ha stabilito il magistrato di turno, Davide Ercolani.

Sul tragico incidente è intervenuta nel pomeriggio la Flai Cgil.
“Le prime parole vanno alla famiglia – si legge in una nota firmata da Marco Rinaldi per il coordinamento pesca regionale – per trasmetterle la vicinanza ed il cordoglio di tutta la comunità dei pescatori e del Sindacato. Dopo questa ennesima morte sul lavoro – prosegue la nota – armatori e lavoratori, istituzioni ed associazioni, devono sentirsi chiamati in causa nel promuovere una maggiore cultura della sicurezza nell’ambito della pesca. La FLAI CGIL di Rimini invita le Istituzioni a riunire tutti gli operatori del settore, perché si possano confrontare su quanto sia possibile fare per migliorare questo aspetto del lavoro”.

La nota stampa della Flai-Cgil

Le prime parole riguardo al drammatico incidente che ieri è costato la vita al pescatore riminese 46enne, vanno alla sua famiglia, per trasmetterle la vicinanza ed il cordoglio di tutta la comunità dei pescatori, compresa quella del Sindacato.
Ma è anche d’obbligo, un attimo dopo, volgere lo sguardo a quanti ogni giorno vanno a lavorare in mare e continuano a correre i rischi propri del mestiere. Mestiere che, e questo è purtroppo confermato anche da autorevoli fonti nazionali ed internazionali, è quello che provoca i maggiori rischi di incidenti sul lavoro, in particolare per la gravità degli stessi.
Il fatto che tutti gli operatori del settore conoscano le criticità che caratterizzano il mestiere non deve voler dire che nulla si deve fare. Nel nostro, seppur piccolo, pezzo di mare adriatico sono accaduti negli ultimi mesi fin troppi incidenti, che solo per una fortunata casualità non hanno portato ed esiti mortali, com’è invece accaduto stavolta. Imbarcazioni da pesca che sono affondate, altre che si sono scontrate, o che hanno navigato senza governo per miglia.
Dopo questa ennesima morte sul lavoro armatori e lavoratori, istituzioni ed associazioni, devono tutti sentirsi chiamati in causa nel promuovere una maggiore cultura della sicurezza nell’ambito della pesca. La FLAI CGIL di Rimini invita le Istituzioni a riunire tutti gli operatori del settore, perché si possano confrontare su quanto sia possibile fare per migliorare questo aspetto del lavoro.

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di Redazione   
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