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Rimini

Grand Hotel stagionale. Sindacati e lavoratori contestano la scelta

In foto: Sconcerto e contrarietà alla decisione di trasformare il Grand Hotel in una struttura stagionale. Ad esprimerle i lavoratori dell'albergo riunitisi ieri nelle sedi sindacali.
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mer 10 nov 2010 17:28 ~ ultimo agg. 00:00
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Una decisione, quella del proprietario Antonio Batani, contestata dalle organizzazioni sindacali perché presa senza discuterne con i sindacati che non hanno neppure ricevuto risposta alla richiesta di apertura di un tavolo di confronto. Il Grand Hotel, che occupa stabilmente 40 dipendenti in inverno e 90/110 in estate, dovrebbe cambiare la propria licenza per chiudere da gennaio a marzo. Una decisione legata secondo la proprietà alla crisi in atto e alla scarsa remuneratività dei mesi invernali. Affermazione non condivisa dali sindacati: “di quale crisi si parla – si legge in una nota – se spesso i lavoratori fanno anche 50 ore di lavoro a settimana?”. Il sindacato chiede anche l’intervento delle istituzioni e delle categorie.

La nota stampa

L’assemblea dei lavoratori del GRAND HOTEL di Rimini, riunitasi presso le sedi delle Organizzazioni Sindacali in Via Caduti di Marzabotto, in data 8 novembre 2010, a seguito delle comunicazioni apparse sugli organi di stampa relativamente alla possibilità che il GRAND HOTEL diventi una struttura alberghiera stagionale, esprimono sconcerto e ferma contrarietà a tale ipotesi.

Più precisamente sarebbe stato più opportuno che tale ipotesi venisse affrontata con le Organizzazioni Sindacali di categoria del territorio considerato in primo luogo che tale struttura occupa stabilmente circa 40 dipendenti in inverno e circa 90 / 110 in estate, considerato che le Organizzazioni Sindacali hanno fatto richiesta da temo di attivare un tavolo di confronto e che la proprietà del GRAND HOTEL non ha a tutt’oggi ritenuto opportuno rispondere.

Inoltre di quale crisi stiamo parlando considerato che spesso e volentieri le lavoratrici e i lavoratori fanno anche 50 ore di lavoro a settimana ???

Considerando tale richiesta di stagionalità nettamente in contrapposizione con le politiche che il nostro territorio dovrebbe perseguire verso una destagionalizzazione del nostro modello turistico, considerando che tale delirante ipotesi potrebbe essere di esempio da parte di altre strutture annuali, quale offerta viene messa a disposizione del sistema turistico collegato al fieristico e al congressuale anche e soprattutto in previsione della prossima ( speriamo ) apertura del PALACONGRESSI?

Che ruolo hanno intenzione di giocare le istituzioni del nostro territorio e della nostra Regione, partecipando anche economicamente a tali investimenti?

Che cosa intendono fare le associazioni di categoria in merito a tale ipotesi ? Pensano forse di rimanere dietro al cespuglio visto che va di moda ?

Attendiamo che si possa affrontare seriamente questa situazione anche considerando la possibile situazione di difficoltà che alcune aziende possono attraversare in questo brutto periodo!!

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di Redazione