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Rimini Viabilità

Ric. pubblichiamo. Il sindaco Ravaioli su fiera e traffico

In foto: Pubblichiamo un intervento del sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, in risposta alle polemiche di questi giorni per il traffico legato allo svolgimento del SIGEP in fiera:
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mar 29 gen 2008 16:24 ~ ultimo agg. 00:00
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Allorché si solleva un problema il più classico dei riflessi della classe politica è barricarsi dietro ai ‘faremo’ ai ‘abbiamo già il progetto’, ai ‘siamo ormai pronti’. Non ci sarebbe nulla di anormale se anche la politica riminese si rifugiasse in questo comodo corner per giustificare i disagi viari legati all’ultima manifestazione fieristica descritti dalle pagine dei quotidiani locali.
Ma se percorressimo tale facile sentiero faremmo un grave torto alla verità. Perché la nuova Fiera non è uno splendido gioiello materializzato lì da Mago Merlino e circondato dal nulla; no, è un’opera e un contesto per i quali l’amministrazione e l’economia riminese- generalizzo, la città- hanno scientemente investito centinaia di milioni di euro. Per questo irrita un tantino sentirsi dire che il territorio ‘arranca’ dietro alla Fiera.
Innanzitutto va ricordato come Comune, Provincia e Camera di Commercio abbiano investito una discreta parte delle proprie risorse- miliardi e miliardi del vecchio conio, responsabilmente versati dal cittadino contribuente per quanto riguarda Palazzo Garampi- nella costruzione di quello che a tutti gli effetti è stato ritenuto e si è confermato un volano dello sviluppo.
Nel 1999, con i nuovi padiglioni fieristici in costruzione, sono stato eletto sindaco e la viabilità a servizio dell’opera non era neanche disegnata sulle carte. Di lì è cominciata una rincorsa- all’approvazione delle varianti, al denaro da investire, alle progettazioni- che ci ha portato nell’arco di un lustro a potere contare su opere viarie per una spesa di 30 milioni di euro. Nel dettaglio si tratta dell’allargamento e del rifacimento di via San Martino in Riparotta, della chiusura del passaggio a livello di via Popilia e della realizzazione del sottopasso con relative bretelle, della costruzione di tutta la rete di accessi sia dalla parte della via Emilia che dalla Statale 16.
Sono tutte opere di nostra competenza fatte e percorribili, non programmate o progettate per l’anno del mai. Altroché viabilità interna che non è cambiata da 50 anni!
Sul quadrante urbano dove insiste la nuova Fiera il Comune di Rimini- tra fiera, strade, espropri e altro- ha fatto uno sforzo economico non molto lontano dagli 80 milioni di euro. E lo ha fatto- magari con qualche ritardo e qualche errore- la sua classe politica degli ultimi 15 anni, la quale ha prima favorito la nascita e quindi tutelato, garantito, protetto la sana e autonoma crescita di RiminiFiera in ogni fase, anche quelle più critiche (che non sono mancate). La Fiera oggi è un patrimonio per l’intera comunità: questo va affermato senza indugio e con orgoglio. Ma la Fiera è anche parte integrante di questa città e non un’astronave planata nel deserto: anche questo va detto con piena consapevolezza.
Vista la premessa, non voglio dilungarmi più di tanto sui progetti viabilistici futuri. Mi limito a ricordare che sul TRC il Comune di Rimini ha impegnato entro il 2010 una spesa di oltre 15 milioni di euro. Preferisco dedicarmi ai problemi aperti, due in particolare. Le difficoltà di ieri dipendono in buona parte da una Statale e da un’Autostrada queste sì del tutto inadeguate! Si sono succeduti decine di governi di ogni colore e tipo in questo Paese ma quelle arterie- non di competenza comunale- sono rimaste le stesse dagli anni Sessanta, nonostante Rimini continui ad essere il prodotto turistico italiano più ‘acquistato’. Adesso attendiamo speranzosi i prossimi tre anni per salutare il via alle opere che obbligatoriamente dovranno migliorare la grande viabilità. In tal senso ha un fondamentale ruolo il tessuto politico e economico riminese- compresi Comune e RiminiFiera con eguali responsabilità pur in ambiti diversi- il quale può e deve far pesare la sua autorità sui centri decisionali nazionali.
Infine dico che va registrato e ottimizzato il sistema di vigilanza stradale interna durante le grandi manifestazioni fieristiche (che comunque sono una ricchezza per il nostro territorio e non una piaga biblica). Su questo sì che possiamo fare di più.