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Come ti rimodello l'arenile: l'esperimento di Fossa Brancona a Torre Pedrera

In foto: Migliorare la qualità dell'acqua e rimodellare la spiaggia con una nuova e attenta economia della sabbia nei fondali. E' l'obiettivo di un progetto, partito in via sperimentale a Rimini nord.
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ven 14 gen 2005 19:15 ~ ultimo agg. 00:00
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La Fossa Brancona, al confine tra Viserbella e Torre Pedrera, è un corso d’acqua che, sfociando in mare, deposita materiale sul fondale. Al di qua degli scogli, dove il ricambio d’acqua è limitato, il fondale si innalza e l’acqua diventa torbida.
A questa situazione, ricorrente laddove ci sono scogliere, l’amministrazione risponde con un progetto sperimentale.
L’obiettivo è ossigenare le acque e rimodellare il fondale, aumentandone la profondità e facendo in modo che gli sbocchi confluiscano vicino alle scogliere: così i materiali, per il gioco delle correnti, non si depositerebbero più vicino alla battigia.

Con la sabbia prelevata dal fondale e altra in deposito sarà ridisegnato anche il tratto di spiaggia vicino alla fossa. Il costo dell’intervento è di 203mila euro, di cui oltre la metà per le ricerche effettuate dal 2002 a oggi.
Un meccanismo ritenuto più efficace del ripascimento: se funzionerà, saranno chiesti fondi alla Regione per nuovi interventi. Ascoltiamo l’assessore all’ambiente del Comune di Rimini Ariano Mantuano.
A essere scontenti, saranno forse i tanti pescatori di cannelli e frutti di mare che in inverno approfittano della bassa marea: con fondali più bassi, avranno vita più difficile.

la scheda dettagliata dell’intervento:

Si tratta del programma finalizzato a migliorare le condizioni delle acque di balneazione di Rimini Nord attraverso un intervento di bonifica mirato agli strati superficiali del fondale marino compreso tra la battigia e le scogliere frangiflutti nonché mediante il ristabilimento del profilo batimetrico originario precedente alla posa delle scogliere.
Un progetto che parte al termine di un lungo periodo (oltre un anno) durante il quale sono state realizzate periodiche e capillari analisi sulle acque e sul fondale marino al di qua e al di là delle scogliere frangiflutti.

L’intervento consiste nell’asportazione di uno strato superficiale di fondale marino di spessore variabile tra 0 e 60 centimetri a partire da 10 metri lineari della battigia.
Del materiale scavato, la parte più prossima alle scogliere viene utilizzata per la stesura di uno strato di 40 centimetri in sponda sinistra a monte della duna di protezione, sulla parte di spiaggia del Circolo Velico di Torre Pedrera e dei bagni 58 e 59; in sponda destra sulla spiaggia esistente e su quella creata da un ampliamento di 15 metri per un fronte di 141,7 metri (antistante Villa Salus e colonia soresinese) da realizzarsi con parte della sabbia di migliore qualità prelevata tra 10 e 50 metri dalla battigia; la parte restante di tale sabbia sarà utilizzata per formare una duna di protezione in sponda sinistra della Fossa Brancona da localizzarsi sulla porzione di spiaggia demaniale a partire da 12 metri dalla battigia.
Il materiale oggetto di stesura viene sottoposto a successiva lavorazione rivoltamento da effettuarsi nei mesi successivi.

Le operazioni di rivoltamento della sabbia produrranno un miglioramento delle condizioni chimico- fisiche della stessa.
La successiva ricollocazione in mare potrà avvenire o mediante il processo naturale, ottenendo contemporaneamente anche una azione di difesa della costa, oppure artificialmente in occasione della riprofilatura della spiaggia che ogni anno i bagnini effettuano nel periodo primaverile. Tale lavorazione produrrà anche un incremento progressivo della profondità del fondale, ottenendo conseguentemente sia in condizioni ottimali per il ricambio naturale delle acque all’interno delle scogliere, sia profondità più adeguate alla balneazione.

L’intervento sperimentale, che ha un costo complessivo di 203 mila euro, verrà concluso prima della Pasqua 2005.

 
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