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Rimini

Dalla saponetta al vassoio, negli alberghi vige l'usanza dei souvenir 'fai da te

In foto: Ogni volta che soggiorniamo in un posto portiamo via qualcosa con noi: ricordi, paesaggi, nomi, rumori, sensazioni. Ma, soprattutto, i gadget dell’albergo.
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gio 18 set 2003 11:09 ~ ultimo agg. 00:00
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Un’usanza che ormai fa parte della tradizione del viaggio come le foto o le cartoline. A posaceneri, saponette, shampoo, penne o carta ormai gli alberghi non ci fanno più caso. Agli attaccapanni sì: hanno inventato quelli antifurto apposta per gli hotel. Per chi porta via asciugamani o lenzuola si può parlare di principio di cleptomania, ancora comunque curabile, come per gli esperti del frigo bar: aprono le bottiglie, ne bevono un sorso e le richiudono cercando di farle passare per intatte. Ci sono infine i professionisti, abili a infilare nelle loro valigie telecomandi, posate o persino pezzi di arredamento. Si narra di un tale che si faceva portare sempre la colazione in camera, sostituendo ogni volta una posata d’argento con una d’acciaio. Alla fine l’albergo, tra esasperazione e ironia, gli ha pure spedito il vassoio a casa. La catena internazionale Holiday Inn ha fatto di questa usanza addirittura un mezzo promozionale: chi capita in un hotel nel giorno prescelto, può portarsi via quello che vuole, sempre nei limiti del ragionevole.
E Rimini, con le sue centinaia di alberghi e pensioni, resta sempre un paradiso per i predatori.

Insomma, facendo buon viso a cattivo gioco, gli albergatori sanno che il gadget nella valigia è una buona campagna promozionale. Ma, naturalmente, nessun gadget è paragonabile a quelli dell’hotel riminese per antonomasia. Ascoltiamo Cristina Onofri, P.R. del Grand Hotel.