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l’Omelia del Vescovo

RiminiVita della Chiesa

4 luglio 2001, 20:39

in foto: Il testo completo dell'Omelia pronunciata domenica durante la celebrazione della Festa del Mare dal Vescovo di Rimini Monsignor Mariano De Nicolò:

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La Festa del Mare rappresenta per la Città e per la Diocesi di Rimini un momento bello e significativo per stringersi attorno a tutti coloro che sul mare e sulla sua riva spendono la loro vita. Rimini è città di mare; il mare è la sua risorsa più caratteristica e significativa. Dalle attività sul mare, la Città ha tratto, lungo i secoli, fonti economiche rilevanti: la pesca, le attività portuali, la cantieristica, i traffici. Dal mare Rimini trae la sua apertura anche culturale, oltre che temperamentale, all’incontro con altre persone e con altre culture; è questa apertura che ha offerto, insieme alla nostra magnifica spiaggia, la base più sicura per lo sviluppo del turismo nella nostra terra. La vocazione all’accoglienza, all’incontro, alla cordialità del vivere insieme, che è propria della nostra tradizione, deve essere riaffermata e promossa con fierezza e con determinazione, tanto più dopo gli episodi dolorosi e tragici avvenuti in questi giorni; colgo l’occasione per esprimere il cordoglio per le giovani vittime e la speciale gratitudine per l’esempio di umanità che ci ha donato il senegalese Samba Sarr.
In questa Festa del Mare la Città e la Diocesi si stringono con simpatia agli uomini del mare: ai marinai ed ai pescatori in primo luogo; ai militari ed alle forze dell’ordine; agli operai dei cantieri; a tutti coloro che sono occupati nei servizi a terra, che rendono possibile e più sicuro l’andar per mare; agli stessi operatori che svolgono attività turistica sulla spiaggia; e alle famiglie di tutti gli uomini del mare.
Il pensiero va, commosso, alle tante vite che il mare ha preteso per sé; si vorrebbe poter parlare di queste tragedie considerandole come un ricordo di anni e di pericoli lontani; purtroppo, vicende ancora recenti, richiamano che i pericoli e le insidie sono sempre in agguato quando si va per mare. Con un pensiero di affetto per i defunti e per le loro famiglie, la nostra preghiera si leva al Signore “cui il cielo e il mare obbediscono” perché protegga quanti vanno per mare e accolga nella gioia della sua dimora quanti sul mare hanno lasciato questa vita.
In questa Festa del Mare desidero anche ricordare quanto la nostra Città sia segnata da oltre un secolo e mezzo da quel fenomeno turistico che dalla spiaggia trae il suo principale motivo di attrazione. La Chiesa Riminese ha sempre guardato e guarda con simpatia e speciale premura questa importante, anche se non unica, attività economica e – perché no? – culturale. Ricordo volentieri che fu con la benedizione della Chiesa che si aprì a Rimini, allora città dello Stato Pontificio, il primo stabilimento balneare nel 1843. E vorremmo sempre che con la preghiera della Chiesa e con la benedizione di Dio si sviluppi il turismo. Il turismo, infatti, è attività umana carica di valori: il riposo, il benessere fisico e psichico, l’incontro con la natura e con l’arte, l’esercizio dell’ospitalità, il dialogo tra culture. Auspichiamo un turismo dal volto umano, cioè non ridotto a mero fenomeno economico, ma capace di promuovere in positivo la piena umanità dell’ospite come dell’operatore del turismo, come della Città stessa.
Nello scorso settembre, nell’Anno del Giubileo, la Diocesi di Rimini, di concerto con l’Università e con la Santa Sede, ha promosso un importante Convegno Internazionale per Docenti Universitari sul tema “Per un turismo dal volto umano”. Come frutto di quella significativa esperienza viene istituito nell’Università stessa un Master di “etica del turismo”, il primo forse nel mondo. Con fierezza possiamo constatare che il Papa, proprio nel Messaggio dello scorso 9 giugno per la XXII Giornata Mondiale del Turismo, ha dichiarato: “Nessuno cada nella tentazione di fare del tempo libero un tempo di riposo dai valori. E’ al contrario doveroso promuovere un’etica del turismo; considerare il turismo non soltanto come una delle tante attività economiche, ma come uno strumento privilegiato per lo sviluppo individuale e collettivo”.
Con l’iniziativa del Convegno dei Docenti Universitari dello scorso anno, ed ora del Master in etica del turismo, la Chiesa Riminese intende dare un contributo in ricchezza di valori e di cultura non solo al turismo che si svolge sulla nostra riviera, ma anche alla dimensione più universale di questa attività umana. Alla nostra Università, tra l’altro, si rivolgono giovani e studiosi provenienti da altre regioni e Paesi: un incoraggiamento per noi stessi a non cadere in un certo provincialismo, ma a guardare il nostro tempo con uno sguardo più ampio ed universale.
Ringrazio vivamente i Padri Minimi, l’Ordine di San Francesco di Paola, celeste patrono della gente di mare, per questo incontro di festa e di preghiera. Affidiamo all’intercessione del Santo le nostre considerazioni, insieme con le attese e le preoccupazione di tutti coloro che vivono del mare.
La Madonna, Stella del Mare, ci benedica.

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