giovedì 17 gennaio 2019
In foto: Sono stati 50 metri e una tattica dilettantesca a far sfumare la rapina compiuta ieri dal 26enne Davide Rutigliano, originario di Modena e residente a Rimini, e suo cugino 21enne Mario Capalbo, originario di Napoli e domiciliato a Cattolica, ai danni di un furgone della BKS Securmark davanti alla Rolo Banca di Bellariva.
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mar 3 lug 2001 19:23 ~ ultimo agg. 00:00
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L’autista del furgone, preso in ostaggio insieme a un collega, avrebbe dovuto fermare il mezzo prima del sovrappasso del viale dell’ospedale: i due avrebbero proseguito a piedi fino alla loro casa, distante pochi metri, per nascondere il denaro in cantina. Il furgone si è invece fermato dopo il sovrappasso, e i due si sono incamminati per un tratto della vecchia ferrovia per San Marino con una ingombrante cesta di plastica, abbandonata perché troppo pesante, e un sacchetto della spesa pieni di soldi. Inseguiti dalle forze dell’ordine, intervenute anche con un elicottero, i rapinatori sono fuggiti nei campi dietro l’ospedale. Capalbo si è infilato nei sotterranei dell’Infermi; Rutigliano, colpito da una crisi d’asma, è stato soccorso dai poliziotti, che gli hanno trovato addosso una pistola Beretta usata in un suo breve incarico di guardia giurata. Nella concitazione, guardie e ladri si sono rotolati sull’erba, senza che nessun colpo venisse esploso. I due avevano con sé anche due pistole finte, una bomba a mano falsa e un mitra giocattolo. Un vecchietto, vedendoli sofferenti nella fuga, avrebbe chiesto se avevano bisogno di aiuto. I due rapinatori, che hanno agito senza complici, preparavano da tempo il colpo ma, come hanno ammesso in carcere al PM, non si aspettavano un simile bottino: 1,6 miliardi recuperati dai carabinieri, 2,2 dalla polizia. Le accuse sono di rapina aggravata, sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale.

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