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Inchiesta: Publiphono, se non ci fosse …

Rimini

30 luglio 2001, 13:14

in foto: Un bambino con il costumino rosso da ritrovare: tra gli ombrelloni, risuona dagli altoparlanti l’appello, fino a che il bimbo incauto viene restituito ai genitori in attesa. La Publiphono è un’istituzione della spiaggia: connaturata al paesaggio, come i pedalò e le cabine colorate. Bambini smarriti, bandiere rosse da alzare o da ammainare, un po’ di musica… e tanta pubblicità. E’ contro questa, ritenuta troppa, e a volume troppo alto, che alcuni turisti lombardi hanno storto il naso, anzi… le orecchie.

E protestato, con una telefonata che ci è giunta in redazione. Sarebbe meglio, propongono, un giornalino diffuso a tutti, con le iniziative da promuovere e gli appuntamenti per serate, di questo fuoco di fila di annunci ad altissimo volume.
I bagnini, coinvolti per un parere, difendono invece il servizio che la Publiphono svolge: per la ricerca di chi si è perduto, anziani e bambini, per il segnale di alzare o ammainare le bandiere che indicano le condizioni del mare per salvataggi e bagnanti, per le informazioni sulla presenza del salvataggio in mare, e sulle precauzioni da assumere per fare il bagno e per non scottarsi.
Ma è possibile anche solo immaginare una spiaggia senza più annunci? Abbiamo intervistoalcuni riminesi cosa ne pensano della Publiphono.
Dal punto di vista giuridico, non ci sono in riferimenti legislativi in materia di diffusione di segnali in spiaggia, e neppure casi a cui rifarsi; e siccome la Publiphono è nata qui, sulla Riviera romagnola, le altre sono solo imitazioni. Ma con fantasia: le applicazioni, sugli altri litorali italiani, sono i più vari. Ad esempio, sulla costa di Viareggio una radio locale trasmette musica e pubblicità da una nave che costeggia le località balneari. A Vieste invece gli stessi bagni diventano discopub di notte e quindi sono attrezzati per diffondere musica in spiaggia durante il giorno. Negli stabilimenti balneari di Fregene, il lido “bene” di Roma, la filodiffusione non sembra invece essere all’ordine del giorno, mentre tornando in Romagna, a Cervia la cooperativa dei bagnini svolge servizio informativo (in caso di persone smarrite) e ogni bagno è libero di diffondere musica in spiaggia. A Jesolo la spiaggia è gestita da diversi consorzi, ognuno dei quali decide se diffondere messaggi pubblicitari, musica e comunicati di manifestazioni locali. Insomma, per il nostro bambino con il costumino rosso pare non ci sia spiaggia più sicura per smarrirsi della nostra.
Chissà, per i turisti che ci hanno contattato, se basterà il suggerimento di portarsi il più possibile vicino a riva…. Il più lontano possibile dagli altoparlanti, e di sperare nel vento favorevole. Per godersi un po’ di pace.

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