Trasferimento dei Carabinieri di Riccione a Misano? La sindaca su appello Unarma
E' di oggi la denuncia del sindacato Unarma sulle condizioni critiche e “fatiscenti” in cui versa l’attuale sede della Compagnia dei Carabinieri di Riccione. Il sindacato parla di spazi non adeguati e difficoltà logistiche quotidiane per il personale, che incide sull'efficacia del lavoro. Viene citata anche una procedura di sfratto che, se trovasse conferma, aggraverebbe la situazione. I vertici del sindacato hanno fatto un sopralluogo durante il quale sarebbe emersa la frustrazione dei militari in servizio. Da qui la proposta di Unarma di valutare il trasferimento della compagnia a Misano Adriatico. Il forte disagio espresso viene raccolto dall’Amministrazione comunale. La sindaca Daniela Angelini esprime piena solidarietà alle donne e agli uomini dell'Arma, sottoscrivendo l'appello della sigla sindacale e richiamando con forza il Ministero dell'Interno: “Ora è necessario che dia risposte alle nostre carabiniere e ai nostri carabinieri”.
Solo poche settimane fa l'amministrazione aveva inviato un formale sollecito proprio per denunciare il silenzio delle istituzioni statali durato mesi. Sul disagio logistico è stato anche fatto un abboccamento con gli albergatori per reperire alloggi
“Personalmente - sottolinea la prima cittadina -, conscia dell’estremo disagio logistico dei militari, ho sondato la disponibilità di alloggi presso alcuni albergatori del territorio, trovando riscontri positivi e portando la questione direttamente al Prefetto Giuseppina Cassone. Quest’ultima si è immediatamente attivata presso il Ministero, scontrandosi però con l’attuale carenza di risorse centrali per la copertura del costo degli alloggi”.
L’Amministrazione comunale rivendica di aver fatto tutto il possibile per la costruzione della nuova caserma, completando ogni passaggio urbanistico di propria competenza già nel maggio 2025 e mettendo a disposizione dello Stato l'area vicino al porto canale per 99 anni. "Nonostante questo l'iter ha subito rallentamenti dovuti esclusivamente a difficoltà statali nel reperimento dei fondi necessari a coprire l’intero quadro economico dell’opera, che oggi ammonta a quasi 11 milioni di euro".
Di fronte alla prospettiva di un trasferimento della Compagnia fuori dai confini comunali la sindaca Angelini ribadisce che le responsabilità sono ora esclusivamente in capo al Ministero. "Il Comune ha già dato prova di massima efficienza approvando all'unanimità ogni deroga necessaria per l’approvazione del progetto della nuova caserma; ora spetta agli organi centrali trasformare il progetto esecutivo in realtà cantierabile. Esattamente come spetta sempre al Ministero reperire le risorse per gli alloggi dei militari”.
L’Amministrazione comunale ribadisce la propria totale disponibilità a collaborare con il Ministero dell'Interno e l'Agenzia del Demanio per fare da tramite in tutte le eventuali questioni logistiche o tecniche: “La sicurezza dei riccionesi e la dignità di chi ci protegge restano la priorità assoluta, un obiettivo che richiede fermezza nel pretendere il rispetto del nuovo cronoprogramma per la nuova caserma che prevede la gara d’appalto entro giugno e l'apertura del cantiere entro la fine del 2026”.












