Torna da Cuba con la legionella e fa causa all'agenzia viaggi: ricorso respinto
Quindici giorni a Cuba per godersi la maritata pensione. Invece, per una coppia di coniugi riminesi 60enni, la vacanza dei sogni è finita nel peggiore dei modi: al loro ritorno in Italia il marito è stato ricoverato all'ospedale Ceccarini di Riccione per una infezione da legionella, a suo dire contratta proprio sull'isola caraibica a causa delle precarie condizioni igieniche presenti nella loro stanza d'albergo, e la successiva causa civile all'agenzia viaggi si è chiusa con la loro condanna al pagamento delle spese legali, che ammontano a circa 30mila euro. Oltre il danno, verrebbe da dire, anche la beffa.
La vicenda risale a dicembre del 2018. Stando al racconto dei coniugi, la loro camera sarebbe stata infestata da insetti. Ma non solo: ci sarebbero state anche perdite d'acqua e l'impianto di climatizzazione non avrebbe funzionato a dovere. A quel punto chiesero e ottennero un'altra stanza più confortevole sempre all'interno dell'hotel cubano. La vacanza proseguì, ma durante il viaggio di ritorno l'uomo iniziò a manifestare alcuni problemi di salute, senza sapere che da lì a pochi giorni sarebbe stato ricoverato prima per "un’insufficienza respiratoria acuta secondaria a polmonite a focolai multipli bilaterali", poi per "legionellosi". Da qui la decisione di chiedere all'agenzia viaggi di Rimini un maxi risarcimento danni da 550mila euro, per aver "scelto una struttura inidonea al pernottamento, le cui condizioni di scarsa igiene avrebbero causato l'infezione da legionella".
Per il tribunale di Rimini, sezione civile, però, non vi sono prove né sul tempo né sul luogo dell’avvenuto contagio. Mancherebbe in sostanza il nesso di causalità tra l'evento e il danno. Ecco perché il 60enne riminese è stato condannato al pagamento, tutt'altro che irrisorio, delle spese legali.











