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Telecamere e controlli. Quali sono i nuovi rischi per la privacy?

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Il vigile elettronico, di prossima attivazione a Rimini, che con un meccanismo simile fotografa le nostre targhe e controlla che rientrino in quelle ammesse all’accesso nelle zone a traffico limitato. Strumenti che, pur con una giusta causa, registrano il nostro passaggio in tal luogo a tal ora. Esempi di come oggi tutto è sotto controllo: telecamere a circuito chiuso, tabulati di telefonate, operazioni col bancomat, cartelle cliniche. Dal 1° gennaio è entrato in vigore il decreto legge 196 del 2003, che sostituisce una legge del ’96. Il principio è che i controlli non sono vietati, ma chi li fa, pubblico o privato che sia, è obbligato a informarne il cittadino.
Ascoltiamo Gloriamaria Paci, consulente privacy.

Una legge che tutela in particolare i dati sensibili, quelli più personali, che vanno dallo stato di salute all’adesione a partiti politici. Anche gli ambienti di lavoro devono adeguarsi. Controlli su siti visitati, posta elettronica o telefonate fatte sono violazioni alla legge se il dipendente non ne è informato. Agli obblighi del datore di lavoro rispetto ai dipendenti sarà dedicato il convegno che si terrà il 26 novembre alla sede della Banca di Credito Cooperativo Valmarecchia in via Marecchiese a Rimini. Obiettivo, trovare il giusto equilibrio tra la privacy del dipendente e il diritto del datore di lavoro a far sì che gli strumenti a sua disposizione non siano usati in modo del tutto improprio. Ascoltiamo Gloriamaria Paci, consulente privacy.

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