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estorsione e revenge porn

Spunta un video del rapporto a luci rosse, imprenditore ricattato da una escort

In foto: l’aula del tribunale di Rimini
l’aula del tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 9 Apr 2026 01:13 ~ ultimo agg. 01:43
Tempo di lettura 2 min

Un vero e proprio ricatto a luci rosse che ha portato un professionista del Riminese di 63 anni a sborsare parecchie migliaia di euro prima di trovare il coraggio di denunciare alla polizia il suo estorsore, una transessuale bulgara di 30 anni più giovane, conosciuta su un noto sito di incontri. La vittima, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Rimini, sarebbe stata ricattata dalla escort di rivelare a moglie e figlia i loro incontri clandestini. Per tenere tutto a tacere il professionista ha sborsato almeno 18mila euro. Insufficienti, però, per evitare la diffusione di un video che lo ritraeva impegnato in un rapporto sessuale proprio con la transessuale. Davanti alla richiesta di ulteriori 60mila euro, l'uomo si è deciso a rivolgersi alla Squadra Mobile di Rimini mettendo così fine al ricatto.

La 33enne escort bulgara, difesa dall'avvocato Massimiliano Orrù, nel frattempo ha parzialmente risarcito il professionista nel tentativo di ridimensionare la sua posizione. Il 63enne, però, assistito dall'avvocata Monica Rossi, si è costituito parte civile e il pubblico ministero, oltre al reato di estorsione, ha contestato alla bulgara anche quello di revenge porn per aver inviato il video a luci rosse al proprietario dell'immobile dove nel novembre del 2023 si era consumato il rapporto sessuale. Per questo motivo il gup di Rimini, considerata l'aggiunta della formulazione di un nuovo reato, ha rinviato l'udienza. 

 

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