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Rivolta anti-soggiorno, le reazioni. Lombardi: ‘La Regione ci metta il suo’

di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Ven 13 Gen 2012 14:03 ~ ultimo agg. 15 Mag 10:38
Tempo di lettura 6 min

Lombardi parte dalla necessità di superare le conseguenze della Legge 7, “nata con il lodevole intento di scardinare il monopolio pubblico della promozione turistica, introducendo l’apporto determinante dei privati, ha nel tempo costruito una sorta di “salotto buono“ del turismo dove il rapporto pubblico-privato è servito più al pubblico per tener buoni i privati che ai privati per fare le loro giuste rivendicazioni”.
“La tassa di soggiorno – spiega Lombardi – può avere un senso a Roma, Firenze, Venezia ma certamente non ha senso da noi”.
Quanto alle risorse dei comuni, Lombardi cita il caso di Bellaria dove la Giunta ha impiegato il primo anno di attività per far quadrare i conti, anche tra i mugugni dei cittadini, mentre a Rimini si persevera col TRC o le spese per i dipendenti. E ce n’è anche per il presidente della Regione Errani, che parla dei tagli del Governo ma non ricorda che “grazie all’aumento del gettito dei tributi propri e delle compartecipazioni a imposte nazionali, complessivamente le risorse a disposizione per “spese correnti operative” (sanità, servizi sociali, trasporto pubblico, sostegno alle imprese, formazione, turismo ecc.) che per il 2012 sono previste in 10,421 miliardi di euro e cioè in aumento di circa 200 milioni di euro rispetto al 2011.
Quindi la Regione – conclude Lombardi – avendo a disposizione nel 2012 per il suo “core business” circa 200 milioni di euro in più dell’anno passato, potrebbe fare anche per il turismo molto di più del misero incremento di 1,7 milioni di euro”.
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Sul tema tassa di soggiorno, pubblichiamo l’intervento di Marta Agostini, albergatrice ed ex presidente del Consorzio dei Piccoli Alberghi di Qualità di Rimini:

A proposito di Tassa di Soggiorno…

Con la consapevolezza che ci troviamo ad attraversare un periodo seriamente critico per l’economia nazionale e conseguentemente locale, mi sorge spontanea la necessità di fare alcune riflessioni, che mi piacerebbe condividere con i colleghi e con gli amministratori del territorio.

Il periodo Natalizio ha già mostrato che gli italiani spendono molto di meno anche sui beni di prima necessità come gli alimentari.
La capacità di spesa è molto diminuita per il necessario, figuriamoci per la vacanza, e di questo dovremo tenerne conto.

Tutte le utenze ed i carburanti hanno subito aumenti dai primi di dicembre 2011 e sembra non sia finita li.
IRPEF, IMU, IVA , Rendita Catastale, ecc sono in significativo aumento.
Sappiamo che l’aumento del carburante porta come conseguenza il rincaro di tutti i beni (alimentari, detersivi, beni accessori, ecc tutto ciò che nel suo processo di lavorazione o di trasferimento utilizza il trasporto su gomma)
Ne consegue che i costi gestionali delle imprese turistiche avranno un sostanzioso e significativo incremento.

La concorrenza sui prezzi e sulle offerte, (la liberalizzazione delle tariffe nel settore alberghiero c’è da molto tempo) era già spinta negli scorsi anni allo scopo di accaparrarsi turisti ad ogni costo. Quest’anno saremo al sottocosto.

La richiesta stessa tenderà a richiedere tutto gratis ed alla migliore offerta che tradotto vuol dire confermo l’albergo che mi propone il prezzo più vantaggioso ed economico.

Tutte le buone istruzioni dei consulenti di settore ed ora anche degli amministratori locali ci consigliano giustamente di migliorare l’offerta aumentando gli standard di qualità ed i servizi.

I nostri bravi antenati ci dicevano però che non si possono fare le nozze con i fichi secchi.

Ora mi chiedo se a tutto quanto detto sopra aggiungiamo anche la Tassa di Soggiorno, un albergo che negli ultimi tre o quattro anni non ha mai adeguato le sue tariffe al reale aumento del costo della vita, perchè pur di poter lavorare era disposto a dei sacrifici sperando in tempi migliori. Ora che i tempi sono peggiorati, cosa farà? Se sa fare i conti dovrà per forza aumentare per far fronte a tutti i rincari, ed in più aggiungere la Tassa di Soggiorno, mi chiedo a che tariffe dovrà proporre la vacanza?

Queste le conseguenze possibili:

a) se verrà fatto un rincaro adeguato e sufficiente a bilanciare i costi presumibilmente avremo una sensibile riduzione di domanda perchè si scontrerà con chi non fa bene i conti ed è disposto a tutto pur di far girare il denaro oppure ha preso in affitto un albergo per una stagione e non è interessato al buon nome della Riviera, vuole solo far legna e magari non paga i dipendenti e i fornitori e non si rincresce se i clienti si lamentano

b) manteniamo ancora una volta i prezzi contenuti ed a fine stagione non rimane nulla da reinvestire in migliorie o manutenzioni ed in più gli Studi di Settore ti diranno che i parametri non sono coerenti .

In conclusione mi faccio alcune altre domande :
> Quale e quanta sarà la richiesta di vacanza per la prossima estate e per l’anno 2012?
> Quale politica dei prezzi?
> Per l’assunzione del personale, aspettiamo l’ultimo minuto per vedere come butta?
Forse saranno felici coloro che si nascondono dietro lo slogan “Schiavi in Riviera”, prevedendo che quest’anno ci saranno meno schiavi, anzi se non ce ne fossimo accorti negli ultimi 15 anni hanno chiuso solo a Rimini circa 700 alberghi che per un impiego minimo di 7 dipendenti vuol dire circa 5000 posti di lavoro persi.
> A Rimini purtroppo il comparto industriale, come nel resto d’Italia, fra cassa integrazione e licenziamenti fa girare veramente poco l’economia, e noi non troviamo di meglio da fare che imporre una impopolare “Tassa di soggiorno” sull’unica imprenditoria che al momento con sacrifici, genialità e modernità (perchè l’informatizzazione ed i Social Network è da anni che noi albergatori li usiamo) è riuscita a tenere il mercato nell’esercizio 2011.
E’ come se un medico nel vedere un ammalato molto grave non trovasse di meglio che fargli un salasso, come ai tempi di Moliere.

Se verrà introdotta la Tassa di soggiorno, come verranno fatti i controlli?… con dei vigili che vengono a contare in sala i turisti mentre pranzano, come accadeva anni fa? Mi auguro proprio di no, visti i bei discorsi sulla qualità dei servizi.

Se un cliente va via senza pagare il conto, in questi anni di portoghesi ne abbiamo visti tanti, oltre il danno anche la beffa?

Un piccolo rincrescimento mi deriva dal fatto che a Rimini non ci sia stata nessuna riunione fra gli albergatori, per poter valutare l’umore degli operatori che sono i diretti interessati a questa novità. Sarebbe stata un’opportunità di coesione e di discussione democratica dalla quale ricavare utili stimoli propositivi.

Tante altre riflessioni andrebbero fatte, ma credo che vi sia già molto su cui riflettere.
Auguriamoci che il tempo porti dei buoni e saggi consigli ai nostri amministratori e che…
il Buon Dio ci aiuti con il sole durante l’estate.

Marta Agostini
albergatrice riminese

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