Riordino territoriale. Il progetto della Regione fa tappa a Rimini
Ventisette Comuni, oltre 341mila abitanti, due le Unioni a cui aderisce l’77% delle municipalità riminesi, escludendo il capoluogo. Un sistema di enti locali che conta 2.571 dipendenti, l’8,5% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 552 milioni di euro, l’8,7% del totale regionale. È da questa fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della provincia di Rimini che prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra enti, migliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.
Questa mattina (giovedì) a Rimini si è svolta l’ottava tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire la riforma del riordino territoriale regionale.
Ad aprirei lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, e il sindaco di Rimini e presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad.
Il territorio di Rimini è caratterizzato da una forte presenza di Comuni piccoli e medio-piccoli: quasi la metà è al disotto dei 5 mila abitanti, il 33% è compreso tra i 5 e 15 mila. Rimini e Riccione sono i Comuni con il maggior numero di addetti e 16 enti su 27 hanno meno di 25 unità di personale. I Comuni del territorio riminese sono in ampia parte organizzati in Unione, il cui andamento risente però della frammentazione e dell’eterogeneità dei Comuni associati. Le Unioni gestiscono mediamente 6,5 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 7 funzioni gestite dall’Unione della Valconca e 6 funzioni dall’Unione di Comuni Valmarecchia. La Provincia svolge alcune attività di coordinamento per il territorio e il capoluogo collabora per alcune funzioni con alcuni Comuni del territorio.
“I Comuni del territorio riminese mostrano una certa difficoltà a collaborare tra loro, la Provincia è di supporto nella gestione di alcune funzioni tecniche a molti enti del territorio- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un punto da cui partire per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente, ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e quella amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana di Bologna è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.
"Non sono un nostalgico delle vecchie Province, ma sono da sempre convinto che così come sono uscite dalla riforma del 2014 non possono rispondere adeguatamente alle legittime esigenze di cittadini e comunità- spiega il sindaco di Rimini, Sadegholvaad-. Ben venga quindi il percorso partecipato per il riordino territoriale intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna, in vista di una futura legge regionale che renda gli enti locali più forti, coesi e vicini alle comunità".
Il percorso
Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.
Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).










