Questa sera il Curtis Fuller Quintet per il debutto di ‘Bravo Jazz’
L’ingresso è di 10 Euro ma è possibile acquistare l’abbonamento a tutti e quattro gli appuntamenti della rassegna « Bravo Jazz » al costo di 35 Euro. L’abbonamento darà diritto al posto riservato.
La biglietteria del teatro sarà aperta a partire dalle ore 19.
le schede dei musicisti:
CURTIS FULLER DuBois (trombone)
Passi da gigante e coulisse rovente. Tra i ricordi può rivendicare di essere stato l’unico trombonista invitato da John Coltrane e per un disco famoso: “Giant Steps”.
Nasce a Detroit nel 1934. Città in quegli anni culla di grandi jazzisti: Milt Jackson, Hank Jones, Donald Byrd, Elvin e Thad Jones, Paul Chambers, Louis Hayes, Kenny Burrell, Pepper Adams, Yusef Lateef, Tommy Flanagan, e molti altri, che nei primi anni Cinquanta, migrano verso new York City, già capitale del Bop.
Si avvicina alla musica relativamente tardi suonando il sax baritono, per poi passare allo studio del trombone, dopo aver ascoltato un concerto di J.J. Johnson, fino a diventarne uno degli esponenti più rilevanti della storia del Jazz. Dopo le prime incisioni fatte per la Savoy nel quintetto di Yusef Lateef, il suo talento diviene popolare sulla scena Newyorchese. Inizia a incidere con la Blue Note di Alfred Lyon e a collaborare con musicisti come Bud Powell, Jimmy Smith, fino a incidere ‘Blue train’ (“Giant Steps”) con John Coltrane. Tutto questo, dopo la parentesi della leva militare di due anni, dove suona in una band con i fratelli Adderley (la dirige Cannonball).
Dal 1961 al ’65 milita nei ‘Jazz Massangers’ di Art Blakey che, oltre a Cedar Walton al piano, annovera una ‘front line’ eccezionale: il qui citato Fuller, al trombone, Hubbard alla tromba, Shorter al sax tenore. Nel 1967 incontra Benny Goldson, col quale scatta un’intesa alchemica che li porterà a creare le basi per una proficua collaborazione sia ‘on stage’, che nelle sale di registrazione. Nasce il mitico ‘Jazztet’, di cui faranno parte anche McCoy Tyner e Art Farmer. Si crea così uno dei gruppi più eccitanti nella storia del’Hard Bop.
Numerose sono le collaborazioni con altri nomi che han fatto grande il Jazz, le registrazioni e i concerti che ancor oggi – dopo un periodo di problemi di salute – lo portano in giro per il mondo (ascoltato sullo stage del Teatro Turismo Bravo Jazz ’83).
Compositore ingegnoso e grande improvvisatore lirico, Curtis Fuller DuBois, ovunque si esibisca, non perde mai il suo senso dell’umorismo e la sua vivacità. Resta una figura imprescindibile per tutto il Jazz del dopoguerra in avanti.
Uno degli ultimi sopravvissuti ‘Dinosauri’ del Jazz.
Da ultimo, merita di essere ricordato un ‘Timeless’ del 1982, “Curtis Fuller meets Roma Jazz Trio”, con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto.
JAVON JACKSON (tenor sax)
Originario del Missouri (1965) si trasferì a Boston per frequentare la Berklee School of Music incoraggiato da Branford Marsalis. Dopo un inizio come altosassofonista, influenzato da Sonny Rollins, e John Coltrane, passò al tenore. Ha fatto parte dei ‘Jazz Massangers’ di Art Blakey per tre anni. Ha collaborato anche con Freddie Hubbard, Elvin Jones, Nat Adderley, Charlie Haden’s Liberation Music Orchestra.
Ha attualmente un suo quartetto col quale incide per la Blue Note.
RONNIE MATHEWS (piano)
Prestigioso pianista, uno di quei pezzi essenziali che hanno contribuito a formare il puzzle della scena jazzistica degli ultimi 40 anni. In sintonia con pianisti come Monk, Powell e McCoy, gli anni di concerti e di registrazioni, sia da leader che da sideman, sono un’ottima testimonianza di quello che ha fatto per il Jazz.
Lunga e illustre la lista delle collaborazioni. Ci piace qui ricordarlo col Quartetto di Johnny Griffin (Ray Drummond-bass, Kenny Washington-drums), in cui militò agli inizi degli anni ’80 (che programmammo nell’edizione di allora di Bravo Jazz).
NAT REEVES (bass)
Ha dimostrato di essere un talento dalle molteplici facce e dimensioni. Da musicista a compositore e arrangiatore. Tecnica superiore e nerbo possente, sideman ideale, nonostante la giovane carriera, può vantare collaborazioni illustri.
TONY REEDUS (drums)
Nato a Memphis nel 1959, inizia a suonare la batteria a 14 anni. Nel 1980 entra nel gruppo di Woody Shaw con Mulgrew Miller e Stafford James (ascoltati sullo stage del Teatro Turismo).
Successivamente ha calcato le scene jazzistiche mondiali collaborando tra gli altri con Art Farmer, Bobby Hutcherson, Freddie Hubbard, George Coleman, Benny Golson, Joe Lovano.
LORENZO PAGANI (Rimini)
Appena trentenne, diplomato al Lettini di Rimini (pianoforte). Qualità vocali indiscusse, riunisce alcuni musicisti locali per proporre questo nuovo progetto Jazz.
MARIO MARINELLI (Savignano)
Lunga esperienza jazzistica dai primi anni ’70.
ROBERTO STEFANELLI (RSM)
Pianista compositore e insegnante, concertista ma preparatissimo nel campo jazzistico.
ONORINO TIBURZI (Riccione)
Musicista di diverse tendenze musicali. In questa occasione rispolvera il suo amato contrabbasso.
Ospite:
CARLO FABBRI (Savignano)
Sassofonista con lunga esperienza in diversi generi musicali.










