Qualità di lavoro nel turismo. Un accordo tra sindacati e associazioni
Sono stati presentati alla Provincia e ai comuni costieri tre accordi stipulati da sindacati e associazioni di categoria per rilanciare la qualità del lavoro nel turismo. Tema in passato visto come un peso ma che oggi si vuole rilanciare come valore centrale dell'offerta della Riviera.
In provincia di Rimini il turismo muove ogni anno un miliardo e mezzo, il 60 per cento circa del Prodotto Interno Lordo generato sul territorio e occupa 60mila persone. Ma, storicamente, le ha spesso occupate in modo inadeguato e poco trasparente. A promuovere i tre accordi per lo sviluppo del turismo attraverso la qualità del lavoro sono i sindacati Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL e dalle associazioni datoriali Confcommercio, Confesercenti e Federalberghi.
Le azioni sono state messe nero su bianco. Tre incontri periodici durante l’anno per confrontarsi. Il coinvolgimento dei lavoratori nelle dinamiche dell’organizzazione aziendale e dell’erogazione dei servizi. Incentivare i giovani lavorando sulla flessibilità degli orari con modalità come il part time. Coinvolgere l’Università e gli Istituti scolastici superiori e il Centro per l’impiego per favorire l’inserimento degli studenti nel comparto turistico, per accompagnare il ricambio generazionale. Favorire un nuovo modello di organizzazione del lavoro e accompagnarlo con percorsi di formazione specifici anche messi a disposizione dai fondi interprofessionali e dalla bilateralità di settore;
Escludere tutte le tipologie di appalto e terziarizzazione dei servizi che non rispondono al Contratto nazionale del settore. Riconoscere alle aziende che aderiranno al modello il marchio di “Turismo e lavoro socialmente responsabile”; spingere per un un ammortizzatore sociale specifico per i lavoratori stagionali del turismo, inserito in una riforma complessiva del settore che preveda anche percorsi formativi di qualità, obbligatori e costanti.












