Perde un testicolo dopo l'attesa in pronto soccorso, ma non c'è nesso causale
Tutto ha inizio la sera del 6 agosto 2024, quando un 28enne riminese, impegnato nel suo turno di lavoro come cameriere in un hotel di Rimini, avverte un dolore lancinante all'inguine dopo aver sollevato un pesante carico di succhi di frutta. È l’inizio di un calvario che si concluderà ore dopo in sala operatoria con l'asportazione del testicolo destro a causa di una necrosi emorragica.
Secondo la ricostruzione della Procura di Rimini, al Pronto Soccorso dell'Infermi qualcosa non ha funzionato. La consulenza medico legale ha infatti evidenziato "effettive negligenze" nella condotta di due infermiere, rispettivamente di 28 e 42 anni, addette al triage. Avrebbero omesso di rilevare i parametri vitali e sottovalutato l'intensità del dolore, assegnando un codice verde anziché un più appropriato codice arancione, causando così un ritardo nel trattamento.
Per i consulenti tecnici, però, il nesso causale è assente. Il dolore al testicolo infatti sarebbe sorto molte ore prima dell'arrivo in ospedale, forse già dal mattino, rendendo il danno ormai irreversibile al momento dell'accettazione. Anche la posizione del medico di turno è stata valutata positivamente: il suo operato è stato ritenuto coerente con le linee guida. Per questi motivi, la Procura ha chiesto al gip di Rimini, Raffaele Deflorio, l'archiviazione del procedimento che vede indagati il medico e le due infermiere (difesi dall'avvocato Emanuele Polverini) per lesioni personali colpose in ambito sanitario.
Una conclusione che non convince la vittima, che nel frattempo si è vista riconoscere dall'Inail l'infortunio sul lavoro con conseguente invalidità del dieci per cento. L'avvocato della persona offesa, Luca Greco, che attende ancora una risposta dall'Ausl Romagna in merito alla richiesta di risarcimento danni, ha già presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, chiedendo che venga fatta ulteriore luce sulla gestione di quella notte e sulle discrepanze negli orari di registrazione del paziente in pronto soccorso. L'ultima parola ora spetta al gip.










