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festival di giallo e mistero

Per il Mystfest nuova organizzazione, direzione artistica e data posticipata

In foto: una serata del Mystfest
una serata del Mystfest
di Redazione   
Tempo di lettura 9 min
Mar 28 Apr 2026 13:05 ~ ultimo agg. 13:25
Tempo di lettura 9 min

Un’edizione all’insegna del rinnovamento per il Mystfest, il festival del giallo e del mistero in programma a Cattolica dal 6 al 12 luglio. La prima grande novità riguarda l’organizzazione della rassegna, affidata ad Approdi srl, una realtà che si occupa di eventi culturali, di ricerca, formazione e produzione. L’amministrazione comunale quest’anno ha infatti affidato la regia della manifestazione a una guida esterna, con l’obiettivo di "proseguire ad aprire il festival a nuovi sguardi e linguaggi, rafforzarne il posizionamento nazionale e costruire una proposta culturale ancora più contemporanea e trasversale".

La direzione artistica sarà di Alessandro Garramone, giornalista e autore televisivo che negli ultimi vent’anni ha lavorato per tutti i principali network italiani firmando come autore e co-autore programmi di approfondimento giornalistico e culturale e docu-serie: porterà al MystFest uno sguardo innovativo, capace di intrecciare narrativa, cinema, podcast e nuove forme di racconto. Al suo fianco ci sarà Sergio Canneto, regista, produttore e imprenditore culturale, nel ruolo di direttore organizzativo. L’amministrazione comunale, insieme alla direzione artistica, ha deciso inoltre di spostare il festival dalla tradizionale collocazione di fine giugno alla seconda settimana di luglio.

Il titolo scelto per questa edizione, Tutta la verità (o almeno quella che ci serve), sarà il filo conduttore di "un’indagine a 360 gradi sul concetto di verità: dalle grandi inchieste giornalistiche alle narrazioni di finzione, dai processi mediatici alle fake news, fino al rapporto sempre più complesso tra realtà e rappresentazione. Un tema attuale e necessario, che attraversa i linguaggi del mistero e del crime per interrogare il nostro tempo".

Il programma, che sarà reso noto nelle prossime settimane, si articolerà in tre fasce orarie principali: il mattino sarà dedicato alla summer school, con momenti formativi e laboratori rivolti a studenti e professionisti, il pomeriggio ospiterà incontri e presentazioni sulla spiaggia e la sera sarà il momento degli eventi speciali in piazza, tra talk e appuntamenti con grandi ospiti. Protagonisti del festival saranno la narrativa, il cinema e le serie, i podcast e il giornalismo d’inchiesta, in un percorso che metterà al centro le storie, i loro autori e le molteplici forme attraverso cui oggi si costruisce – e si mette in discussione – la verità.

“Quando ho scelto il tema per questa edizione del MystFest - commenta Alessandro Garramone - ho subito pensato alla “verità”. La ricerca della verità è il filo rosso del racconto giallo e mistery. Cos’hanno infatti in comune Sherlock Holmes e Philip Marlowe? Miss Marple e Temperance Brennan? Maigret e Poirot? Che ognuno di loro cerca la verità. 

E in modi, tempi, luoghi diversi, ci arrivano tutti, lasciando al lettore/spettatore il sollievo che almeno lì, tra quelle pagine, tra quelle immagini, un mistero è stato svelato, un colpevole scoperto, un ordine ristabilito. In fondo è questa la chiave del successo del giallo, del mistery: dopo una lunga serie di dubbi, false piste, ombre, fallimenti, l’investigatore di turno vince. La Verità, assoluta, con l'iniziale maiuscola, vince. E se questo vale per la fiction, a maggior ragione dovrebbe valere ancora di più per la non fiction. E invece no. Ombre, dubbi, piste si riaprono continuamente, in un perverso gioco di scatole cinesi. Intendiamoci, da giornalista penso che l’esercizio del dubbio sia non importante ma fondamentale. Dai dubbi nascono le inchieste e da lì possono arrivare verità inaspettate.

Non ci accontentiamo più della Verità, ma ne vogliamo trovare un’altra, una terza, una quarta, continuando così ad alimentare il mistero in una ricerca affascinante perché non termina mai, ma che, forse, cancella il concetto di Verità stessa, o almeno quella che credevamo tale.  È per questo che ho voluto aggiungere al titolo del festival una parentesi: Tutta la Verità (o almeno quella che ci serve): perché lo scopo del MystFest 2026 sarà quello di intraprendere un viaggio in tutte le nuove  destinazioni, derivazioni, deviazioni  del tema verità”

“Il MystFest  è uno dei pochi festival italiani con una storia solida e un’identità chiara - aggiunge Sergio Canneto - un luogo dove il racconto del crimine diventa uno strumento culturale per interrogare il presente. Questo patrimonio, fondato su  linguaggi attuali — podcast, serialità, giornalismo narrativo, videogiochi — ha la necessità strategica di evolvere  in una piattaforma contemporanea, capace di generare valore culturale ma anche economico. Per il territorio significa attivare un sistema: attrarre pubblico qualificato, creare contenuti, costruire relazioni professionali. Un festival oggi funziona davvero quando continua a produrre effetti anche fuori dai suoi giorni di programmazione; quando crescendo lui cresce il territorio intorno”.

e-mail: info@mystfest.com

Facebook e Instagram: @mystfest 

www.mystfest.com

Il MystFest è come sempre anche un concorso letterario realizzato in collaborazione con Il Giallo Mondadori. È on line sul sito mystfest.com il bando del 53° Premio Gran Giallo città di Cattolica, il concorso letterario nato nel 1973 dedicato alle opere inedite di genere giallo e noir. C’è tempo fino al 18 maggio per l’invio delle opere, che saranno selezionate da una giuria composta da Gabriella Genisi, Barbara Perna, Piergiorgio Nicolazzini, Carlo Lucarelli, oltre a Franco Forte, direttore de Il Giallo Mondadori e Simonetta Salvetti, fino al 2025 direttrice del MystFest

Il racconto vincitore sarà proclamato come da tradizione durante il MystFest e sarà pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori. 

 

“Guardiamo con rinnovata ambizione questa nuova edizione del MystFest - dichiarano la sindaca Franca Foronchi e il vicesindaco e assessore alla cultura Federico Vaccarini. Questo festival ha sempre saputo intercettare i nuovi linguaggi e le nuove forme di racconto e saprà ancora una volta evolvere ampliandone le prospettive. Il tema di quest’anno incrocia più che mai l’attualità e le domande del nostro tempo e conferma la vocazione del MystFest ad essere non solo un festival di intrattenimento, ma anche uno spazio di riflessione critica sulla realtà contemporanea. Cattolica è pronta ad accogliere di nuovo i protagonisti della letteratura, del giornalismo d’inchiesta, del cinema e dei podcast più ascoltati e discussi, riconoscendo in questa proposta uno degli appuntamenti centrali per la sua crescita culturale e per la sua definizione di luogo dinamico, aperto e capace di dialogare con i grandi temi del presente”.



Alessandro Garramone

Classe 1972, romagnolo trapiantato a Roma, è un giornalista professionista e autore televisivo. Negli ultimi 25 anni ha lavorato per tutti i principali network italiani, firmando come autore o capo-autore principalmente programmi di approfondimento giornalistico e culturale e docu-serie spesso orientate al racconto noir. Partito come collaboratore di varie testate romagnole, è arrivato a dirigerne una fino a quando, nel 2002, viene chiamato a scrivere per il programma Sfide di Rai3. Nel 2004 diventa capo-progetto del talk show Planet 430 su Sky e da quell’esperienza, intorno al conduttore Luca Telese, nascerà Tetris, talk politico che troverà spazio sulle frequenze de La7. Sempre nello stesso periodo è sua l’idea della serie Delitti, per i canali crime e storici di Sky, una serie considerata tra le apripista del fenomeno noir in tv (tuttora in programmazione).  Dal 2006 al 2009 ha lavorato come supervisore dei contenuti per Wilder, società di produzione all’interno del gruppo Fox e per quattro anni, dal 2011 al 2015, è stato Head of Commissioning di Mtv Italia. Come autore di documentari e docu-serie negli ultimi vent’anni ha scritto e prodotto titoli dedicati non solo al crime ma anche al racconto storico e all’intrigo politico-finanziario: dalla trilogia di Tangentopoli fino al racconto del crollo di Parmalat e della tragicomica vicenda delle scalate bancarie dei “Furbetti del quartierino”. Nel 2022 firma Wanna, la docuserie in quattro puntate prodotta per Netflix, sulla storia delle truffe della televenditrice Wanna Marchi e nel 2025, sempre per Netflix, un’altra serie in tre puntate, Terrazza Sentimento, dedicata alla storia di abusi su giovani ragazze da parte del milionario hi-tech Alberto Genovese. Lavora anche come consulente giornalistico e storico per la fiction e in questo ruolo, nel 2025, ha collaborato alla serie di Netflix Il Mostro, firmata dal regista Stefano Sollima.

 

Sergio Canneto

Regista, produttore e imprenditore culturale.

Lavoro al confine tra cinema, ricerca e innovazione, costruendo progetti che uniscono produzione audiovisiva, formazione e sviluppo territoriale. Dopo un percorso tra regia, sceneggiatura e didattica – con esperienze tra università e istituti di cinema – ho sviluppato una pratica che attraversa documentario, sperimentazione e narrazione contemporanea. Mi interessa il punto in cui le storie smettono di essere contenuti e diventano infrastruttura.

Ho diretto e scritto opere presentate in contesti internazionali, come Le 5 avril je me tue, selezionato al Rotterdam Film Festival, Cannes, Locarno e sviluppato nuovi progetti tra cinema e serialità, oggi in fase di produzione.

Sono fondatore e amministratore di Approdi, piattaforma che connette festival, produzione, formazione e ricerca nel campo dell’immagine contemporanea.

Dirigo e sviluppo progetti complessi che mettono al centro la cultura come infrastruttura: dal Bellaria Film Festival ai programmi di innovazione su AI e accessibilità, fino a modelli replicabili di impresa culturale. Parallelamente, porto avanti l’attività di produzione audiovisiva, lavorando attualmente a una serie e a due film (di cui uno anche come regista), con l’obiettivo di costruire storie capaci di dialogare con il presente e generare impatto reale, culturale ed economico.

Credo che oggi il vero lavoro non sia produrre contenuti, ma progettare contesti in cui le storie possano accadere, circolare e trasformarsi in valore reale.

La cultura, se funziona, non rappresenta il mondo. Lo riscrive.

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