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Cronaca Newsrimini Rimini

Operazione ‘scafisti di terra’. Ai migranti veniva portato via anche l’oro

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Il loro sogno di libertà, lontani dalla guerra, si chiamava Svezia o Danimarca. È lì che volevano arrivare i 250 profughi intercettati lunedì notte dalla polizia di frontiera. I quattro pulmann stavano per partire da Chianciano, dove erano stati nascosti nei numerosi alberghi vuoti, disponibili in bassa stagione. Per questo viaggio avevano pagato 1.200 euro a testa, se soldi non ne avevano, gli ‘scafisti di terra’ si accontentavano anche di oggetti d’oro. L’indagine era partita in Agosto, quando furono arrestati in Svezia tre autisti, poi risultati estranei alla vicenda.
A gestire la tratta di esseri umani era un loro connazionale, Chiekh khaled Mohammed Samir, un 52enne con un albergo ed una pizzeria a Rimini, insieme ad un 47enne siriano, entrato in Italia circa 15 anni fa con passaporto diplomatico perché aveva lavorato all’ambasciata siriana a Roma. Con loro, altre quattro persone che si occupavano del trasporto degli immigrati tra cui due italiani: Massimiliano Toti 48 anni, romano, Eliseo Palazzoni 57 anni, di Perugia. Lo schema era consolidato: i profughi, uomini, donne e bambini (circa un centinaio) dopo lo sbarco sulle coste siciliane, venivano smistati nell’albergo del 52enne siriano e poi partivano con i pullman. I 250 profughi erano in buone condizioni di salute anche se alcuni avevano i polpastrelli bruciati o coperti di colla per impedire l’identificazione. Non hanno chiesto asilo politico.
La polaria ha sequestrato 31.340 dollari e 22 mila euro in contanti.

nella foto newsrimini i soldi (dollari ed euro) sequestrati nell’ambito dell’operazione.

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