Omicidio Tucci, negati i domiciliari a Mjeshtri: "Pena da scontare in carcere"
"Klajdi Mjeshtri non ha alcuna capacità di autocontrollo ed è per questo motivo cha ha commesso l'omicidio di Giuseppe Tucci, colpito più volte a morte con dei pugni a gancio, causandogli la rottura dell'arteria vertebrale". Sono netti i giudici del Riesame di Bologna nel respingere la richiesta del condannato di poter scontare i 12 anni di reclusione ai domiciliari nell'abitazione dei genitori.
"La morte del vigile del fuoco - scrivono - non è sopravvenuta per una tragica fatalità, ma è l'effetto diretto delle violenza sfrenata dell'appellante". Il suo difensore aveva posto al Riesame la questione di adeguatezza e proporzionalità della misura, evidenziando come il 32enne albanese fosse stabile sul territorio e alla sua prima esperienza cautelare. Inoltre, Mjeshtri, l'indomani della colluttazione, si recò in ospedale per verificare le condizioni della vittima. Per i giudici, bolognesi, però, questo ultimo aspetto farebbe parte di "quei comportamenti di chi teme le conseguenze delle proprie malefatte".
Piuttosto nelle motivazioni il Riesame sottolinea come nel corso di questi due anni e mezzo di carcere, il buttafuori "non abbia mai iniziato un percorso psicologico finalizzato a contrastare quelle pulsioni letifere che non ha saputo controllare". A nulla è valsa neppure la buona condotta tenuta finora da Mjeshtri in ambito penitenziario.












